La rete internazionale di sorveglianza sanitaria si è attivata dopo i casi di hantavirus collegati alla nave da crociera Hondius e al successivo volo KLM. In Italia, il primo provvedimento concreto riguarda un 24enne di Torre del Greco, posto in quarantena obbligatoria dal sindaco Luigi Mennella. Il giovane era tra i passeggeri del volo sul quale, per pochi minuti, era salita una donna sudafricana poi deceduta a causa del virus.
L’ordinanza comunale prevede 45 giorni di isolamento, permanenza in stanza singola con bagno dedicato, monitoraggio costante della temperatura e uso di mascherina FFP2 in presenza di altre persone. Una misura adottata “nel principio di massima cautela”, in attesa delle indicazioni definitive del Ministero della Salute, che ha già fatto sapere che “il rischio per la popolazione resta basso” e che è in arrivo una circolare alle Regioni.
Il nominativo del giovane era stato trasmesso alle autorità italiane dai Paesi Bassi, che stanno coordinando la sorveglianza sui contatti del volo. Intanto, negli Stati Uniti, il Dipartimento della Salute ha confermato che uno dei 17 cittadini americani rimpatriati dalla Hondius è risultato leggermente positivo, mentre un altro presenta sintomi lievi. Tutti sono ricoverati nella National Quarantine Unit dell’Università del Nebraska, struttura specializzata nella gestione di malattie ad alto rischio.
Anche la Francia registra il suo primo caso: una donna evacuata dalla nave e rientrata ieri a Parigi ha manifestato sintomi durante il volo da Tenerife. Le sue condizioni sono peggiorate rapidamente e i test hanno confermato la positività all’hantavirus. È ora ricoverata in isolamento in un ospedale specializzato.
Le autorità spagnole, che hanno coordinato parte delle operazioni di evacuazione, sottolineano che tutte le procedure sono state pensate per interrompere eventuali catene di trasmissione, pur non escludendo la possibilità di nuovi casi tra i contatti stretti. Per il cittadino americano risultato “debolmente positivo”, Madrid precisa che uno dei due test effettuati non era conclusivo, mentre il secondo è risultato negativo. Gli Stati Uniti, tuttavia, hanno scelto un approccio prudenziale, disponendo un’evacuazione separata e l’isolamento immediato.
A bordo della nave, già a Capo Verde, era salito un epidemiologo dell’Ecdc, incaricato di mappare i contatti e valutare il rischio. L’agenzia europea ha confermato la linea della massima precauzione, disponendo l’isolamento dei casi sospetti anche durante i voli di rimpatrio.
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