La missione Artemis II entra ufficialmente nella storia dell’esplorazione spaziale. I quattro astronauti a bordo della capsula Orion hanno raggiunto ieri il punto più distante dalla Terra mai toccato da esseri umani, superando il primato stabilito nel 1970 dall’equipaggio dell’Apollo 13. Un traguardo simbolico e scientifico che segna una nuova tappa nel ritorno dell’umanità verso la Luna.
Il record è stato raggiunto durante il viaggio che ha portato Orion a compiere un raro sorvolo con equipaggio del lato nascosto della Luna, una manovra durata circa sei ore. Dal Johnson Space Center di Houston, i team scientifici hanno seguito in tempo reale le prime immagini della superficie lunare trasmesse dall’equipaggio, partito dalla Florida la scorsa settimana.
Il sesto giorno di missione si è aperto con un momento particolarmente emozionante: gli astronauti hanno ricevuto un messaggio registrato dell’ex astronauta Jim Lovell, storico comandante delle missioni Apollo 8 e Apollo 13, scomparso lo scorso anno a 97 anni. Lovell ha augurato loro buon viaggio, invitandoli a godersi la vista di quello che ha definito il suo “vecchio quartiere”, un riferimento affettuoso alle orbite lunari che lo resero una delle figure più iconiche dell’era Apollo.
Il sorvolo del lato nascosto della Luna rappresenta una fase cruciale della missione Artemis II, pensata per testare in condizioni reali i sistemi di navigazione, comunicazione e sicurezza della capsula Orion prima del ritorno dell’uomo sulla superficie lunare previsto con Artemis III. Le immagini e i dati raccolti in queste ore saranno fondamentali per le prossime fasi del programma.
Con il superamento del record dell’Apollo 13, Artemis II conferma la volontà della Nasa di riportare l’esplorazione umana oltre l’orbita terrestre bassa, aprendo la strada a una nuova stagione di missioni scientifiche e, in prospettiva, alla costruzione di una presenza stabile attorno e sulla superficie della Luna.











