Assegno di inclusione

L’INPS ha diffuso nuove istruzioni operative riguardanti il rinnovo dell’Assegno di Inclusione (ADI), la misura di sostegno economico e di inclusione sociale e lavorativa introdotta dal decreto-legge n. 48/2023. Con il messaggio n. 3048 del 14 ottobre 2025, l’Istituto fornisce chiarimenti sul percorso di inclusione previsto per i nuclei familiari che presentano domanda di rinnovo, con particolare attenzione alle fasi successive all’accoglimento della richiesta e al ruolo dei Servizi Sociali e dei Centri per l’Impiego (CPI).


Rinnovo dell’ADI: cosa cambia

Il messaggio INPS si inserisce nel solco delle indicazioni già fornite con la circolare n. 2052 del 27 giugno 2025, che aveva introdotto semplificazioni procedurali per le famiglie senza variazioni nella composizione del nucleo e ribadito l’obbligo di presentarsi ai Servizi Sociali entro 120 giorni dalla sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale (PAD).
Questa fase rappresenta un passaggio essenziale per la continuità dell’erogazione del beneficio, poiché serve a confermare la coerenza del progetto di inclusione rispetto alle condizioni del nucleo.

Nel nuovo messaggio, l’INPS chiarisce che, accedendo alla piattaforma Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL), i beneficiari possono verificare e aggiornare il proprio percorso di inclusione, che si perfeziona dopo la valutazione multidimensionale effettuata dai Servizi Sociali.


Il ruolo dei Servizi Sociali e dei Centri per l’Impiego

Il primo incontro con gli operatori dei Servizi Sociali è obbligatorio per tutti i nuclei che rinnovano l’ADI dopo aver percepito le diciotto mensilità iniziali.
In tale sede, gli operatori verificano e, se necessario, aggiornano l’analisi multidimensionale, adeguando il percorso di inclusione alle nuove esigenze familiari.

Se occorrono ulteriori incontri per completare questa fase, l’INPS stabilisce che le successive scadenze siano fissate entro 90 giorni, periodo durante il quale il nucleo può essere riconvocato o presentarsi autonomamente.

Una volta concluso l’aggiornamento, i Servizi Sociali ridefiniscono gli impegni del nucleo familiare nei Patti di inclusione sociale e lavorativa, oltre alle nuove tempistiche di presentazione ai Servizi Sociali e ai CPI, come previsto dall’articolo 4, comma 5, del decreto-legge n. 48/2023.


Attivazione lavorativa e scadenze

Per i componenti dei nuclei che rientrano nella tipologia di percorso “Obbligo di attivazione lavorativa e sociale”, il messaggio stabilisce tempistiche precise:
entro 60 giorni devono sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale Individuale (PADI), se non ancora firmato, e successivamente recarsi al Centro per l’Impiego per stipulare o aggiornare il Patto di Servizio Personalizzato (PSP).

È inoltre previsto che, qualora il CPI abbia già registrato attività recenti legate alla sottoscrizione o aggiornamento del PSP, la scadenza dei 60 giorni venga automaticamente spostata alla successiva di 90 giorni, purché sia stata completata l’analisi multidimensionale da parte dei Servizi Sociali.

In questo modo, il sistema garantisce continuità nei percorsi di inclusione, anche in caso di sospensioni o variazioni temporanee nell’erogazione del beneficio.


Verso una gestione integrata dell’inclusione sociale e lavorativa

Con queste precisazioni, l’INPS punta a rafforzare la connessione tra sostegno economico e politiche attive per il lavoro, favorendo una personalizzazione dei percorsi attraverso l’interoperabilità della piattaforma SIISL.
Il messaggio conferma inoltre che i percorsi di inclusione possono proseguire indipendentemente dalla fruizione dell’assegno, valorizzando così l’aspetto di accompagnamento sociale oltre a quello puramente economico.

L’obiettivo è duplice: agevolare la transizione verso l’autonomia lavorativa e garantire che i beneficiari, pur rientrando periodicamente nel sistema di valutazione, mantengano un rapporto costante con i Servizi Sociali e con il mercato del lavoro.


Conclusione

Il messaggio n. 3048 del 14 ottobre 2025 rappresenta un passo importante nella definizione di un modello operativo chiaro per la seconda fase dell’Assegno di Inclusione, fondato su una maggiore integrazione tra welfare e occupazione.
Attraverso un approccio basato su monitoraggio, personalizzazione e continuità del percorso, l’INPS punta a trasformare l’ADI da mero strumento di sostegno economico a leva strutturale per l’inclusione sociale e lavorativa.



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