Assegno di inclusione

Con l’avvicinarsi del Natale torna al centro dell’attenzione il calendario dei pagamenti dell’Assegno di inclusione, misura cardine del nuovo sistema di contrasto alla povertà che ha preso il posto del Reddito di cittadinanza. A dicembre, come spesso accade in prossimità delle festività, l’erogazione potrebbe essere anticipata di alcuni giorni, anche se al momento manca ancora un chiarimento ufficiale da parte dell’Inps.

Il tema non è marginale. Per migliaia di famiglie in difficoltà economica, infatti, la tempistica della ricarica mensile incide direttamente sulla possibilità di sostenere le spese straordinarie legate al periodo natalizio, dai consumi di base fino ai costi legati alle festività. Proprio per questo, negli anni passati l’Istituto ha più volte rivisto il proprio calendario per evitare che il pagamento cadesse troppo a ridosso di Natale.

Anche per dicembre 2025 si prevede, quindi, una doppia finestra di pagamento. La prima resta quella di metà mese, destinata ai nuclei che ricevono la prima mensilità dopo l’accoglimento della domanda oppure che hanno presentato richiesta di rinnovo al termine dei 18 mesi. In questa fase viene consegnata la Carta Adi e viene accreditato l’importo iniziale. Per chi rinnova, arriva anche il bonus una tantum di compensazione del mese di sospensione, fino a un massimo di 500 euro. Una misura transitoria che, va ricordato, non sarà più riconosciuta dal 2026 in assenza di rifinanziamento nella legge di Bilancio.

Per questa prima erogazione non sono previsti cambiamenti rispetto al calendario ordinario, poiché il 15 dicembre cade in un giorno feriale e consente all’Inps di procedere con le consuete lavorazioni.

Più delicata è invece la questione della ricarica mensile ordinaria, quella prevista dopo la prima mensilità. In linea generale l’Inps effettua l’accredito il 27 di ogni mese, ma dicembre rappresenta da sempre un’eccezione. Nel 2025 il 27 cade a ridosso delle festività e in una fase nella quale risultano più complessi sia i controlli amministrativi sia le operazioni tecniche di pagamento.

Negli anni precedenti, in situazioni analoghe, l’Istituto ha scelto di anticipare la ricarica anche di una settimana, portandola intorno al 21 dicembre. È uno scenario che appare oggi il più probabile anche per quest’anno, considerando che nei giorni immediatamente precedenti al Natale le lavorazioni subiscono fisiologici rallentamenti e che l’Inps deve comunque completare le verifiche sui requisiti dei nuclei beneficiari, oltre agli eventuali ricalcoli legati a variazioni di reddito.

In assenza di una comunicazione ufficiale, resta dunque l’ipotesi di un anticipo tecnico della seconda ricarica di dicembre, pensato proprio per consentire alle famiglie più fragili di affrontare con maggiore serenità il periodo delle festività. Un segnale che, se confermato, andrebbe nella direzione di una gestione più flessibile dello strumento, in linea con il suo obiettivo sociale.

Il contesto economico rende la questione ancora più sensibile. L’inflazione alimentare, i costi dell’energia e la debolezza dei salari continuano a comprimere il potere d’acquisto di ampie fasce di popolazione. In questo quadro, la puntualità – e l’eventuale anticipo – dell’Assegno di inclusione assume un valore che va oltre la semplice scadenza amministrativa, trasformandosi in un vero ammortizzatore sociale di fine anno.

Ora la parola passa all’Inps. Solo una circolare ufficiale potrà confermare tempi e modalità di pagamento. Fino ad allora, l’ipotesi più accreditata resta quella di una ricarica anticipata prima di Natale, sulla scia di quanto già avvenuto in passato.


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