L’Assegno unico e universale si conferma una delle principali leve del welfare italiano, sia per dimensione finanziaria sia per platea coinvolta. Secondo l’aggiornamento dell’Osservatorio statistico INPS, pubblicato il 22 gennaio 2026, nei primi undici mesi del 2025 sono stati erogati 18,1 miliardi di euro a sostegno delle famiglie con figli, una cifra che si aggiunge ai 19,9 miliardi distribuiti nel 2024, delineando un intervento ormai strutturale nel sistema di protezione sociale.
I numeri restituiscono la portata dell’Assegno unico come strumento universale di redistribuzione. Nel corso del 2025 hanno beneficiato della misura 6.279.392 nuclei familiari, per un totale di 9.935.828 figli. L’importo medio per figlio, rilevato a novembre 2025, comprensivo delle maggiorazioni previste, si è attestato a 174 euro mensili, con una forte modulazione legata alla condizione economica misurata dall’ISEE.
Il sistema resta infatti fortemente progressivo. L’assegno varia da circa 58 euro per i nuclei che non presentano l’ISEE o che superano la soglia massima – fissata per il 2025 a 45.939,56 euro – fino a 224 euro per i redditi più bassi, collocati nella fascia minima ISEE pari a 17.227,33 euro. Un meccanismo che conferma l’obiettivo originario della misura: sostenere in modo più incisivo le famiglie economicamente fragili, senza escludere quelle con redditi medi.
Dal punto di vista della finanza pubblica, l’Assegno unico rappresenta ormai una voce stabile e rilevante di spesa sociale, con effetti diretti sui consumi, sulla riduzione delle disuguaglianze e sul sostegno alla genitorialità in un Paese segnato da un forte calo demografico. La continuità degli stanziamenti tra 2024 e 2025 segnala la volontà di consolidare lo strumento, rendendolo un pilastro delle politiche familiari italiane.
L’aggiornamento dell’Osservatorio, che copre il periodo da gennaio 2024 a novembre 2025, offre anche una base informativa essenziale per valutare l’evoluzione della misura nel medio periodo, in un contesto in cui il dibattito politico ed economico è sempre più orientato alla sostenibilità del welfare e all’efficacia degli strumenti di contrasto alla denatalità.
In un quadro di risorse pubbliche sotto pressione, i dati INPS indicano che l’Assegno unico continua a svolgere un ruolo centrale nel riequilibrio sociale e nella protezione dei redditi familiari, confermandosi una delle politiche redistributive più rilevanti degli ultimi anni.
Leggi le notizie di Piazza Borsa
Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social Facebook, Twitter, Instagram e LinkedIn











