palazzo san giacomo comune di Napoli

Napoli si prepara a una nuova fase di programmazione economica e urbana con un Documento Unico di Programmazione che segna un cambio di passo nelle politiche di investimento, gestione della città e valorizzazione del patrimonio. È questo il quadro emerso dal confronto tra la Commissione Bilancio, presieduta da Walter Savarese d’Atri, e l’assessore al Bilancio Pier Paolo Baretta, in vista dell’approdo in Consiglio comunale della delibera n. 589, atteso il 22 gennaio.

Il primo asse strategico riguarda gli investimenti. Baretta ha confermato il completamento dell’iter per il prestito della Banca europea per gli investimenti, che ha approvato un finanziamento da 40 milioni di euro, la cui firma è prevista nelle prossime settimane. L’operazione si affianca al recupero dei cosiddetti mutui dormienti, risorse già iscritte a bilancio ma finora non utilizzate. Nel loro insieme, queste leve finanziarie delineano un volume di investimenti significativo, destinato a rendere operativi anche gli interventi previsti dal maxi-emendamento già approvato dal Consiglio comunale.

Il secondo capitolo chiave è il turismo, settore che continua a registrare una crescita straordinaria. Nel 2025 le presenze hanno raggiunto quota 15 milioni, un dato che, secondo diverse stime, sarebbe stato ulteriormente superato. Questo trend impone nuove scelte in termini di servizi urbani, gestione dei flussi e qualità dell’accoglienza, soprattutto alla luce dei grandi eventi internazionali. Napoli Capitale Europea dello Sport, avviata dal 1° gennaio, e la Coppa America, in programma nel 2027, rappresentano non solo un volano economico ma anche una sfida organizzativa che coinvolge infrastrutture, spazi pubblici e asset strategici come Bagnoli.

Ed è proprio la rigenerazione urbana il terzo pilastro del DUP, con un approccio trasversale che coinvolge più quartieri e più politiche. Baretta ha richiamato il completamento dell’abbattimento delle Vele di Scampia e la successiva ricostruzione degli alloggi, come parte di un processo più ampio di riqualificazione sociale e urbana. Interventi analoghi sono previsti in aree come Ponticelli, Marianella e in numerosi altri contesti cittadini, con l’obiettivo di procedere simultaneamente su più fronti e ridurre i divari territoriali.

Sul versante della mobilità, il DUP individua come prioritaria la manutenzione straordinaria della funicolare di Montesanto, il primo intervento strutturale dopo vent’anni, con un investimento stimato tra 7 e 10 milioni di euro. Un’operazione considerata indispensabile per garantire la continuità di un servizio essenziale, inserita in una visione più ampia che comprende il completamento della rete metropolitana e le infrastrutture di collegamento legate alla trasformazione di Bagnoli.

La cultura si integra pienamente in questa strategia di sviluppo. Il documento prevede interventi di rilievo su asset simbolici come il Real Albergo dei Poveri, l’Ospedale della Pace, Castel Capuano, il complesso dei Girolamini e altri beni di valore storico, in coerenza con la tutela e la valorizzazione del sito UNESCO e con una visione della cultura come leva economica oltre che identitaria.

Accanto agli investimenti materiali, il DUP dedica attenzione alla revisione dei regolamenti, passaggio cruciale per rendere effettive le politiche pubbliche. Molti strumenti normativi risultano superati e necessitano di un aggiornamento che tenga conto delle trasformazioni tecnologiche, operative e sociali della città.

Infine, Baretta ha ribadito la centralità della riorganizzazione delle società partecipate. In questo quadro rientrano il tema della società del patrimonio, il nuovo contratto quinquennale con Napoli Servizi e il riassetto del settore Verde, considerato strategico non solo per il decoro urbano ma anche per la qualità dell’accoglienza turistica in una città sempre più esposta ai flussi internazionali.


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