Si è tenuta oggi l’Assemblea di Confcommercio Campania. La Campania si conferma una regione a trazione terziaria. Il settore dei servizi rappresenta oggi oltre due terzi dell’economia regionale, con più di 320mila imprese attive, l’85% degli occupati del settore privato e un peso pari al 55% del PIL regionale, contro il 19,8% dell’industria. È quanto emerso nel corso dell’assemblea generale di Confcommercio Campania, dal titolo “80 anni di impresa, futuro di comunità”, ospitata alla Stazione Marittima di Napoli, alla presenza di rappresentanti istituzionali, economici e del mondo produttivo.
Il terziario cresce, ma mancano 20mila lavoratori
Secondo l’ultimo rapporto della Banca d’Italia, il terziario è l’unico settore in Campania dove investimenti e occupazione sono in crescita costante tra il 2022 e il 2024, mentre negli altri comparti prevale la stagnazione. In questo periodo, oltre il 70% delle nuove assunzioni – pari a 82.500 unità – è stato realizzato da imprese del terziario, mentre due terzi delle aziende “ad alta crescita” appartengono al comparto, di cui il 35% nel commercio.
Tuttavia, non mancano le criticità. Il presidente di Confcommercio Campania, Pasquale Russo, ha lanciato l’allarme sulla carenza di manodopera:
“In Campania ci sono almeno 20mila posizioni scoperte, soprattutto tra personale specializzato nel turismo, nella ristorazione e nella logistica. Serve una strategia di formazione e di politiche attive per il lavoro che risponda ai nuovi bisogni delle imprese”.
Russo: “L’abusivismo danneggia il commercio e chi lavora onestamente”
Uno dei temi centrali dell’assemblea è stato il contrasto all’abusivismo commerciale, fenomeno che, secondo Confcommercio, continua a colpire duramente il tessuto economico locale.
“L’abusivismo – ha denunciato Russo – danneggia pesantemente le attività regolari e tutto ciò che c’è dietro la filiera della vendita: fornitori, logistica, servizi e occupazione. Serve un piano serio di controlli e una regolamentazione che difenda il lavoro vero e la legalità economica”.
L’organizzazione ha inoltre ribadito la necessità di politiche di sviluppo innovative, capaci di mettere ordine nella movida urbana, valorizzare i distretti del commercio e integrare meglio turismo, sanità, portualità e trasporti.
Sangalli: “Ridurre le tasse al ceto medio e detassare tredicesime”
All’assemblea è intervenuto anche Carlo Sangalli, presidente nazionale di Confcommercio, che ha puntato l’attenzione sulla prossima manovra finanziaria 2026, invitando il Governo a intervenire sul fronte fiscale.
“È urgente – ha dichiarato – ridurre la tassazione sul ceto medio e detassare gli aumenti contrattuali e le tredicesime. Solo rafforzando il potere d’acquisto delle famiglie possiamo sostenere i consumi e dare respiro alle imprese”.
Alla giornata di lavori ha preso parte anche Roberto Fico, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Campania, che ha espresso sostegno alle istanze delle imprese e alla necessità di una collaborazione più stretta tra mondo economico e istituzioni locali.
Una sfida per il futuro della Campania
L’assemblea ha messo in luce una realtà in trasformazione: il terziario campano, pur mostrando una straordinaria capacità di crescita, deve affrontare la sfida della qualità e della legalità. Solo con politiche mirate, investimenti in capitale umano e infrastrutture e una fiscalità più equa sarà possibile consolidare un modello di sviluppo sostenibile e competitivo, capace di generare occupazione stabile e benessere diffuso.
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