Le prospettive dell’automotive italiano, il ruolo del Piano Italia di Stellantis e la battaglia europea per la revisione delle politiche industriali sono stati al centro dell’incontro che si è svolto al Mimit tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e i rappresentanti delle Regioni che ospitano i principali poli produttivi della filiera.
Urso ha ricordato come il Governo abbia costruito, fin dall’inizio della legislatura, una strategia di accompagnamento del settore attraverso un Tavolo Automotive permanente e un tavolo dedicato a Stellantis, concluso nel 2024 con la definizione del Piano Italia. Il ministro ha sottolineato che il piano ha portato a un impegno formale a non chiudere stabilimenti né procedere a licenziamenti, una scelta in controtendenza rispetto a quanto accade in altri Paesi europei.
Secondo i dati illustrati al Mimit, nel 2025 il gruppo ha lanciato nuovi modelli e realizzato 7 miliardi di acquisti nella componentistica italiana, contribuendo a un’inversione di tendenza che si è consolidata nei primi mesi del 2026. Nel primo trimestre, la produzione ha registrato un +9,5%, raggiungendo 120.366 unità tra auto e veicoli commerciali.
Urso ha ribadito che ora occorre consolidare questi segnali con investimenti in ricerca, innovazione, efficientamento energetico e sviluppo della filiera, già previsti in Bilancio. Parallelamente, il ministro ha richiamato l’impegno dell’Italia in Europa, ricordando il ruolo del non‑paper del 2024 che ha contribuito ad anticipare la revisione del regolamento sulle emissioni di CO₂ e il rinvio delle supermulte.
La proposta di revisione del pacchetto CO₂ presentata dalla Commissione il 16 dicembre “va nella giusta direzione, ma resta insufficiente”, ha affermato Urso, indicando tre priorità: neutralità tecnologica, sostegno concreto alla filiera e accelerazione dell’Industrial Accelerator Act. Per il ministro, il 2026 “dovrà essere l’anno delle riforme e della svolta”, senza ulteriori rinvii.
Urso ha inoltre annunciato la convocazione di un nuovo Tavolo Automotive prima della pausa estiva, per verificare l’attuazione del Piano Italia e valutare ulteriori misure di supporto alla transizione industriale. Sul fronte delle politiche nazionali, è stato illustrato il nuovo DPCM sul Fondo Automotive, che programma 1,6 miliardi di euro fino al 2030, destinando il 75% delle risorse al sostegno dell’offerta, con focus su innovazione, investimenti produttivi e rafforzamento della filiera.
Il confronto con le Regioni servirà ora a definire l’attuazione territoriale delle misure, valorizzando sinergie su investimenti, competenze e sviluppo industriale. Un passaggio cruciale per un settore che resta strategico per l’economia italiana e che affronta una delle transizioni più complesse della sua storia.
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