Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno producendo effetti sempre più evidenti sull’economia reale italiana, con un impatto diretto e crescente sulle piccole e medie imprese. A lanciare l’allarme è Cristian Camisa, presidente di Confapi, che al termine del tavolo sulle PMI al Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito il contesto attuale come una “tempesta perfetta” per il sistema produttivo.
Secondo Confapi, l’aumento dei costi si sta manifestando su più fronti contemporaneamente. Da un lato, il rincaro delle materie prime, che in alcuni settori ha portato addirittura al blocco delle quotazioni, rendendo difficile pianificare produzione e investimenti. Dall’altro, il rialzo dei costi energetici e dei trasporti, aggravato dal fatto che l’80% delle merci essenziali in Italia viaggia su gomma, esponendo il sistema a una forte vulnerabilità rispetto al prezzo dei carburanti.
Il risultato è un incremento generalizzato dei costi logistici che si inserisce in un contesto di domanda stagnante, limitando la capacità delle imprese di trasferire gli aumenti sui prezzi finali. Una dinamica che rischia di comprimere i margini e mettere sotto pressione la sostenibilità economica di molte aziende, soprattutto di piccola e media dimensione.
Di fronte a questo scenario, Confapi ha chiesto al governo l’istituzione di un tavolo di crisi, con l’obiettivo di adottare misure urgenti e coordinate. Tra le priorità indicate vi è la necessità di sterilizzare i costi energetici e intervenire sui costi del trasporto, oltre a proseguire il confronto a livello europeo su strumenti come il sistema ETS.
Particolare attenzione viene posta anche ai cosiddetti “dazi autoimposti”, ovvero i costi derivanti da meccanismi come il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) e le politiche del Green Deal europeo, che secondo le imprese rischiano di aggravare ulteriormente la competitività del sistema industriale se non accompagnati da adeguate misure compensative.
Il nodo centrale resta la tenuta finanziaria delle imprese. “Il rischio reale è la stabilità dei conti aziendali”, ha sottolineato Camisa, evidenziando come l’assenza di interventi tempestivi possa tradursi, nel medio periodo, in un aumento dei costi sociali, tra ricorso agli ammortizzatori e perdita di capacità produttiva.
Il quadro delineato conferma come le PMI italiane si trovino oggi al centro di una fase particolarmente complessa, in cui fattori geopolitici, energetici e regolatori si intrecciano. Una condizione che richiede risposte rapide e coordinate sia a livello nazionale che europeo, per evitare che l’attuale crisi si trasformi in un freno strutturale alla crescita.
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