Corrado Alberto Confapi

Questa mattina Confapi, rappresentata dal vicepresidente Corrado Alberto, è stata audita dalla 9° Commissione del Senato nell’ambito dell’esame del disegno di legge 1578, la Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2025.

Alberto ha accolto positivamente l’impostazione generale del provvedimento, sottolineando in particolare l’obiettivo dell’articolo 1, che punta a rafforzare le attività di verifica e controllo sulla gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. «Per le nostre imprese – ha dichiarato – è fondamentale poter accedere a servizi efficienti e a prezzi competitivi. Troppo spesso l’inefficienza gestionale di questi enti produce danni significativi. Suggeriamo quindi un maggiore coinvolgimento delle Pmi industriali e la verifica della qualità dei servizi erogati».

Confapi valuta positivamente anche la previsione della fondazione “Tech e Biomedical”, ma chiede che venga integrata con strumenti dedicati alle Pmi. Secondo Alberto, una quota percentuale delle risorse dovrebbe essere destinata a progetti che abbiano come destinatari finali o partner attuatori proprio le piccole e medie imprese industriali. Inoltre, ha proposto che nella governance della fondazione sia previsto un rappresentante delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore.

Il vicepresidente si è soffermato anche sulle recenti dichiarazioni della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ricordando che «le barriere interne al Mercato Unico equivalgono oggi a un dazio implicito del 45% sulle merci». Ha evidenziato come il mercato unico sia ancora incompleto in tre settori strategici – energia, servizi e telecomunicazioni – sui quali Bruxelles ha annunciato una roadmap fino al 2028.

In questa prospettiva, Alberto ha sottolineato l’importanza del progetto del “28° regime”, un quadro giuridico uniforme e volontario che potrebbe ridurre la frammentazione normativa e offrire alle imprese un’opzione europea più chiara. «Un’azione incisiva – ha concluso – è tanto più necessaria alla luce dei rischi legati al contesto globale, in particolare dell’eventuale invasione di prodotti cinesi sul mercato interno, qualora questi non trovassero sbocchi su altri mercati a causa degli elevati dazi statunitensi».


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