Bagnoli Manfredi

Dopo oltre trent’anni di immobilismo, Bagnoli entra finalmente nella fase operativa della sua rinascita urbana. Sono iniziate oggi le demolizioni a mare del pontile centrale dell’ex stabilimento Italsider, un passaggio simbolico e concreto che segna l’avvio di una nuova stagione per uno dei luoghi più complessi e strategici della città di Napoli. A seguire direttamente le operazioni è stato il sindaco e commissario straordinario per la bonifica, Gaetano Manfredi, che ha parlato di “momento storico” per la restituzione di uno spazio pubblico rimasto interdetto per oltre tre decenni.

Il primo manufatto a cadere è la cosiddetta Sala Pompe, un imponente cassone in cemento armato collegato al pontile centrale, un tempo cuore dei sistemi di raffreddamento dell’acciaieria. Qui operavano pompe capaci di prelevare fino a sei metri cubi di acqua marina al secondo, convogliata poi negli impianti industriali. La struttura, inattiva dal 1993, viene oggi smantellata con un macchinario dotato di pinza che opera direttamente sul pontile, procedendo dal mare verso la colmata. Le operazioni di demolizione proseguiranno fino alla fine di febbraio.

A differenza di quanto previsto nei progetti originari, il pontile nord e il pontile sud non verranno demoliti. La scelta dell’amministrazione punta a trasformarli in due grandi passeggiate pubbliche attrezzate, destinate al tempo libero, allo sport e alla fruizione balneare. Una decisione che unisce riqualificazione urbana, valorizzazione del waterfront e nuove opportunità per il turismo e l’economia locale.

La demolizione del pontile centrale rientra nel più ampio progetto di rigenerazione urbana approvato nel 2019, che inizialmente collocava questa fase tra il 2028 e il 2029. A cambiare radicalmente il cronoprogramma è stata però la Coppa America di vela, in programma a Napoli nel 2027, che ha imposto un’accelerazione degli interventi strategici sull’area. Al posto della struttura demolita verrà restituito uno specchio d’acqua libero, mentre il completamento finale delle opere marine è previsto tra il 2028 e il 2029 con l’obiettivo di rendere l’area pienamente balneabile.

Sul fronte della messa in sicurezza ambientale, proseguono a pieno ritmo anche i lavori sulla colmata. Sono oltre 200 gli operai attualmente impegnati nel cantiere, dove si stanno realizzando gli interventi di “kapping”: una stratificazione protettiva che consente di isolare i materiali presenti, evitando la movimentazione di circa un milione e mezzo di metri cubi di sedimenti. Una scelta tecnica ed economica che, come sottolineato da Manfredi, ha evitato costi insostenibili e rischi legati allo smaltimento esterno, garantendo al tempo stesso la piena sicurezza certificata dalle autorità competenti.

Le opere a mare prioritarie sono eseguite dal gruppo internazionale Deme, leader europeo nel dragaggio e nel risanamento ambientale, in partnership con due imprese storiche napoletane, Savarese Costruzioni e Iterga Costruzioni Generali, a conferma di un modello di intervento che intreccia capitali internazionali e competenze locali.

Durante la Coppa America, l’area della colmata ospiterà il Villaggio della competizione, con strutture temporanee che, una volta smontate, lasceranno spazio a una nuova grande area pubblica permanente al servizio della città. Parallelamente, il dragaggio dei fondali prevede il trasferimento dei materiali in discariche controllate, completando un’opera che unisce tutela ambientale, rigenerazione urbana e sviluppo economico.

Dopo decenni di promesse, ricorsi e stop, Bagnoli torna finalmente al centro delle politiche di sviluppo di Napoli. La sfida ora è trasformare questo avvio in un modello stabile di crescita sostenibile, capace di restituire alla città il suo mare, creare lavoro e attrarre investimenti.


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