L’Italia si conferma terza in Europa per numero assoluto di brevetti concessi dall’European Patent Office (Epo), ma la sua propensione all’innovazione resta inferiore rispetto ai principali Paesi europei. Lo evidenzia Unioncamere, sulla base dei dati diffusi in occasione dell’inaugurazione della Pavia Innovation Week.
Nel 2025 sono stati concessi 2.991 brevetti italiani, un dato che colloca il Paese sul podio europeo. Tuttavia, se si considera la popolazione, l’Italia scende al decimo posto, con 5,1 brevetti ogni 100mila abitanti, un valore inferiore alla media UE (7,0) e molto distante dai leader continentali: Svezia (17,9), Germania (15,7), Finlandia (14,2), Austria (13,9) e Danimarca (12,3).
Un divario che pesa, nonostante una crescita significativa nel tempo. Tra il 2012 e il 2022, il numero complessivo di brevetti europei è aumentato dell’11,3%, passando da 27.864 a 31.010 titoli. Italia e Francia hanno fatto meglio della media, con un incremento del 15,3%, mentre la Germania – pur restando il primo Paese europeo con oltre 13mila brevetti – registra una contrazione del 4,1%.
“Accelerare sul fronte dell’innovazione è essenziale”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “Il possesso di invenzioni tutelate assicura alle imprese una capacità competitiva maggiore. Non solo innovano di più, ma crescono in produttività, fatturato ed esportazioni”.
Il quadro conferma dunque un’Italia dinamica ma ancora distante dai Paesi più avanzati, con margini di miglioramento significativi soprattutto nella diffusione dell’innovazione tra le piccole e medie imprese.
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