La tensione in Medio Oriente raggiunge un nuovo picco. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che “un’intera civiltà morirà stanotte”, aggiungendo di non desiderare tale esito ma di ritenerlo “probabile”. Parole che arrivano mentre la crisi con l’Iran entra in una fase estremamente delicata, con attacchi mirati a infrastrutture strategiche e un crescente rischio di escalation incontrollata.
Poche ore dopo la diffusione delle controverse dichiarazioni del presidente Trump – e la relativa indignazione che si è rapidamente diffusa – la Casa Bianca ha dovuto smentire la notizia della “possibilità dell’uso di armi nucleari.
Secondo fonti internazionali, nelle ultime ore si sono registrate nuove esplosioni sull’isola di Kharg, nel Golfo Persico, a seguito di raid condotti da forze statunitensi e israeliane. L’agenzia turca Anadolu riferisce che diversi aerei da guerra hanno colpito obiettivi militari sull’isola, principale terminal petrolifero iraniano per l’export. La scorsa settimana Trump aveva affermato che “tutti gli obiettivi militari sull’isola di Kharg sono stati completamente distrutti”, lasciando intendere che il controllo dell’area rientrasse tra le opzioni strategiche americane.
Un altro attacco ha colpito un ponte ferroviario nella città di Kashan, nella provincia di Isfahan. Secondo le autorità locali, due persone sono state uccise e tre ferite dopo il bombardamento attribuito a Stati Uniti e Israele. L’episodio si inserisce in una serie di operazioni mirate contro infrastrutture considerate dual use, utilizzate cioè sia da civili sia da forze militari. Una strategia che, secondo analisti citati dal Wall Street Journal, mira a colpire la capacità logistica iraniana evitando formalmente la violazione delle convenzioni internazionali.
Nel frattempo, l’Arabia Saudita ha intercettato e distrutto quattro missili balistici lanciati durante la notte, mentre a Teheran i media locali riportano appelli a formare “catene umane” attorno alle centrali elettriche per proteggerle da possibili attacchi. Crescono anche le preoccupazioni sulla salute di Mojtaba Khamenei, figlio della Guida Suprema, che secondo un memorandum diplomatico sarebbe “in stato di incoscienza” e in cura a Qom.
Sul fronte diplomatico, l’Unione Europea ha respinto “con fermezza” le minacce contro infrastrutture civili in Iran, mentre i negoziatori internazionali si dicono pessimisti sulla possibilità che Teheran accetti la richiesta americana di riaprire lo Stretto di Hormuz entro la scadenza fissata da Trump. Un rifiuto che potrebbe aprire la strada a nuovi bombardamenti sulle infrastrutture energetiche iraniane.
In Italia, il ministro della Difesa Guido Crosetto riferirà oggi alla Camera sull’uso delle basi militari americane nel Paese, dopo lo stop imposto a Sigonella per i bombardieri diretti verso l’Iran. Un passaggio che conferma come la crisi stia avendo ripercussioni anche sul piano europeo e atlantico.
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