Francesco Silvestro Forza Italia

La vicenda che coinvolge il senatore Francesco Silvestro si arricchisce di un nuovo capitolo, questa volta politico e mediatico. Il parlamentare di Forza Italia, denunciato da un’imprenditrice che sostiene di aver subito molestie sessuali nel suo ufficio al Senato, ha respinto ogni addebito dichiarando di non aver ricevuto alcun atto formale d’indagine. Ma a infiammare il dibattito non sono solo le accuse: a scuotere il panorama politico sono state soprattutto le sue parole.

Silvestro, nel respingere la denuncia, ha affermato che i fatti «dovranno essere provati», aggiungendo una frase che ha immediatamente sollevato un’ondata di indignazione: «Modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale». Un commento giudicato da più parti sessista, inopportuno e irricevibile, capace di spostare il focus dal merito delle accuse alla qualità del dibattito pubblico.

La donna, agente di commercio nel settore dei vini di pregio, sostiene che durante un incontro nell’ufficio del senatore vi sarebbero state prima allusioni e poi una violenza. Silvestro nega integralmente il racconto e si dice pronto a tutelare la propria reputazione nelle sedi competenti.

Le reazioni trasversali

La vicenda ha immediatamente attivato le istituzioni. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha chiesto ai questori di procedere agli accertamenti necessari, con un incontro fissato per martedì. Dal Partito Democratico è arrivata solidarietà alla donna e la richiesta di fare piena luce, pur ribadendo la necessità di attendere gli esiti della magistratura. Il Movimento 5 Stelle ha definito “sconcertante” il modo in cui il senatore ha liquidato la denuncia, mentre la senatrice di Italia Viva, Daniela Sbrollini, ha parlato di parole che «ci riportano indietro di decenni» e richiamano «i peggiori stereotipi di genere». Anche Luana Zanella (Avs) ha chiesto che, qualora i fatti fossero accertati, Silvestro lasci il proprio incarico istituzionale.

Le parole del senatore hanno provocato reazioni anche dentro il suo stesso partito. La deputata Rita Dalla Chiesa ha invitato alla prudenza sui fatti, ricordando che saranno le indagini a chiarire quanto accaduto, ma ha preso nettamente le distanze dalla frase del collega: «Non è stato affatto gentile se ha pronunciato parole simili». Dalla Chiesa ha auspicato che Silvestro chieda scusa per una battuta definita «assolutamente infelice», aggiungendo che, se avesse sbagliato, sarebbe giusto che ne rispondesse.

Durissima la posizione di Souad Sbai, responsabile nazionale del Dipartimento Pari Opportunità della Lega. Pur richiamando la presunzione di innocenza, Sbai ha definito la frase del senatore «offensiva e gravissima», sostenendo che rappresenti «la sintesi di una mentalità che considera la credibilità di una donna vittima di violenza proporzionale all’avvenenza fisica». La dirigente leghista ha espresso solidarietà alla donna e ha chiesto che le istituzioni facciano piena luce, ricordando che «la violenza contro le donne non ha colore politico e nessuna tessera può costituire uno scudo».


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