Un colpo alla sanità dell’area domizio-giuglianese. Il Pineta Grande Hospital di Castel Volturno sospenderà le attività di ricovero e di pronto soccorso dal 18 luglio al 14 settembre 2025, proprio nel cuore della stagione estiva. Una scelta drammatica, annunciata dal patron della struttura, Vincenzo Schiavone, con una comunicazione formale indirizzata al Comune, che denuncia una situazione finanziaria ormai insostenibile.
“L’attività ospedaliera è fortemente compromessa”, ha spiegato Schiavone, sottolineando il mancato pagamento da parte di Asl e Regione Campania delle prestazioni rese in regime di emergenza-urgenza, in particolare quelle relative ai codici rossi e arancioni, che superano i tetti di spesa imposti annualmente. La clinica privata, punto di riferimento per un vasto bacino interregionale, lamenta un mancato riconoscimento di circa 16 milioni di euro per prestazioni già erogate. “Le urgenze salvavita non possono essere subordinate ai vincoli di bilancio”, ha dichiarato il patron, ricordando come l’aumento dell’utenza – specie nei mesi estivi – e le carenze degli altri presidi nel casertano e nel basso Lazio abbiano generato uno squilibrio finanziario tale da mettere a rischio la sopravvivenza stessa della struttura, che impiega oltre 1.000 persone.
Il sindaco di Castel Volturno, Pasquale Marrandino, ha parlato senza mezzi termini di “una bomba sociale pronta a esplodere”. Per il primo cittadino, “non si tratta solo della sospensione di un servizio sanitario, ma della chiusura di un presidio fondamentale per migliaia di residenti, turisti e cittadini provenienti da tutta l’area domizia e dal napoletano”. Marrandino ha lanciato un appello alla Regione e alle istituzioni centrali, chiedendo di non nascondersi dietro ai numeri, ma di affrontare la questione per ciò che è: “una battaglia di civiltà e di sicurezza pubblica”.
La vicenda del Pineta Grande non è solo un’emergenza sanitaria, ma anche una questione economica e occupazionale che coinvolge imprese, famiglie e lavoratori, in una delle aree più fragili del Mezzogiorno. Un caso emblematico che chiama in causa le scelte strategiche sul futuro del sistema sanitario pubblico-privato in Campania e nel Paese.
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