La recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha giudicato incostituzionale il limite massimo di sei mensilità per l’indennizzo nei casi di licenziamento illegittimo nelle piccole imprese, continua a suscitare reazioni preoccupate nel mondo imprenditoriale. A esprimere forte inquietudine è Cristian Camisa, presidente di Confapi, la Confederazione italiana della piccola e media industria privata, che rappresenta una parte rilevante del tessuto produttivo nazionale.
Camisa ha sottolineato come la decisione della Consulta possa avere ripercussioni gravi per molte aziende sotto i 15 dipendenti, le quali non dispongono della solidità finanziaria delle grandi imprese. In particolare, ha spiegato che nelle PMI industriali ogni collaboratore ha un ruolo centrale e che i licenziamenti avvengono solo per reali necessità produttive, spesso legate a crisi di mercato o a difficoltà strutturali.
“Con questa sentenza – ha affermato Camisa – si interviene su una norma in vigore da anni, creando ulteriore incertezza e preoccupazione per una fetta significativa dell’industria italiana. Molte imprese, già in difficoltà, rischiano di dover affrontare costi imprevedibili e insostenibili in caso di contenzioso legato ai rapporti di lavoro.”
Il presidente di Confapi ha inoltre auspicato un intervento legislativo urgente che possa introdurre correttivi o meccanismi di equilibrio tra la tutela del lavoratore e la sostenibilità economica delle PMI. Secondo Camisa, la mancanza di un tetto certo alle indennità mette a rischio la stabilità occupazionale, perché potrebbe scoraggiare l’assunzione e frenare la crescita aziendale in un contesto già segnato da margini operativi ridotti e alta incertezza.
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