In vista delle elezioni regionali in Campania, Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri e figura storica di Fratelli d’Italia, si dice pronto a scendere in campo se il centrodestra lo riterrà il candidato più forte. “Il mio nome è in campo, ma se ne stanno valutando anche altri. Farò ciò che mi dirà Giorgia Meloni”, ha dichiarato in un’intervista rilasciata al quotidiano Il Tempo. Con toni misurati, Cirielli ha ribadito di non aver mai preteso nulla, ma di aver messo la sua disponibilità “con spirito di servizio” a disposizione della coalizione e soprattutto della sua regione.
La sua eventuale candidatura, già sostenuta da Forza Italia e Noi Moderati, è ora oggetto di riflessione comune all’interno del centrodestra. “La decisione dovrà essere presa da tutto il tavolo di coalizione”, ha chiarito, sottolineando come il criterio guida debba essere quello dell’efficacia elettorale. “Stiamo valutando, in base ai sondaggi, quale possa essere il profilo più forte per battere la sinistra”, ha precisato, escludendo al momento qualsiasi ufficialità su un possibile nome civico come Giosy Romano, più vicino secondo lui a logiche di continuità col passato.
Sul punto, Cirielli è netto: “FdI non ritiene Romano idoneo per una candidatura apicale. Non si mette in discussione la sua professionalità, ma non rappresenta quel cambiamento che auspichiamo da anni. Ha sostenuto Fitto alle europee, ma chi ha collaborato con De Luca non può incarnare la discontinuità”.
Entrando nel merito delle criticità regionali, il viceministro ha evidenziato una serie di fallimenti strutturali dell’attuale amministrazione. “Palazzo Santa Lucia non ha saputo accompagnare bene le misure del governo Meloni. Siamo ancora il fanalino di coda nelle esportazioni, la mobilità è al collasso, la portualità sottovalutata, e l’aeroporto di Salerno è irraggiungibile”, ha denunciato. A questo si aggiungono le difficoltà nel ciclo dei rifiuti e un sistema sanitario definito come ‘emergenza delle emergenze’.
Pur convinto della sua forza nei sondaggi, Cirielli si è detto pronto a farsi da parte se dovesse emergere una figura più competitiva. “Penso che debba essere scelto il candidato più forte. Allo stato attuale lo sono io, ma se si troverà un profilo migliore, sarò il primo a sostenerlo”, ha concluso, aggiungendo: “Bisogna fare presto. Il centrodestra non può perdere altro tempo”.
Sul fronte opposto, secondo il viceministro, la sinistra appare in piena crisi di identità. “Fino a ieri avevano De Luca contro il Pd e i 5 Stelle. Ora dice di sostenerli. Non c’è alcun progetto valoriale nei progressisti. Solo compromessi al ribasso per restare in sella”, ha accusato.
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