A poco più di due mesi dalle elezioni regionali in Campania del 23 e 24 novembre, il centrosinistra si trova a fare i conti con due tensioni interne che rischiano di segnare la campagna elettorale. Da un lato la frattura tra l’assessore regionale all’Agricoltura, Nicola Caputo, e il possibile candidato presidente del Movimento 5 Stelle, Roberto Fico; dall’altro, la richiesta di Azione di garantire un maggiore coinvolgimento alle forze moderate che hanno sostenuto la coalizione negli ultimi anni.
Il primo strappo arriva dalle parole di Caputo, che in un lungo post ha preso le distanze da Fico in termini netti. Il nodo del contendere è il rifiuto, da parte dell’ex presidente della Camera e del suo entourage, di avere al tavolo programmatico esponenti della giunta De Luca. Un’impostazione che Caputo ha bollato come improvvisazione mascherata da moralismo. “Non mi sarebbe mai passato per la testa di sedermi a un tavolo dove la ricerca del potere a ogni costo vale più della competenza e della serietà”, ha scritto l’assessore, sottolineando di non essere mai appartenuto al “teatrino dell’improvvisazione”. Un messaggio che lascia intendere non solo un allontanamento dalle posizioni dei 5 Stelle, ma anche una riflessione sul proprio futuro politico, a poche settimane dal voto.
Parallelamente, si muove un’altra questione strategica: la costruzione delle liste e della coalizione. A intervenire è Giuseppe Sommese, segretario regionale di Azione, che ha sottolineato come sarebbe stato un grave errore per il centrosinistra chiudersi in una logica esclusiva. Sommese ha ricordato che la stabilità della giunta De Luca negli ultimi cinque anni si è retta anche sul contributo di forze moderate e civiche, capaci di garantire vittorie nei comuni e una governance regionale più solida. “L’intelligenza politica è riconoscere questa esperienza positiva e proseguirla con coerenza in questa nuova stagione”, ha spiegato.
Questi due fronti aperti – lo scontro con Caputo e l’appello di Azione – raccontano un centrosinistra che, mentre prova a serrare le file attorno alla candidatura di Fico, deve al tempo stesso gestire un equilibrio delicato tra radicalità e pragmatismo. La sfida, ora, è trasformare la competizione interna in una piattaforma condivisa: senza un compromesso credibile, il rischio è che a guadagnare terreno sia il centrodestra, pronto a giocare la carta di un candidato civico per intercettare voti trasversali.
Leggi le notizie di Piazza Borsa
Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social Facebook, Twitter, Instagram e LinkedIn











