Prosegue la fase di calo dei prezzi dei carburanti sulla rete stradale nazionale. Secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’indice medio dei prezzi in modalità self registra oggi un’ulteriore flessione: la benzina scende a 1,851 euro al litro, rispetto a 1,862 euro di ieri, mentre il gasolio cala a 1,950 euro, contro 1,963 euro del giorno precedente. Una dinamica che conferma il trend discendente osservato nelle ultime settimane, nonostante la volatilità dei mercati energetici internazionali.
Sulla rete autostradale i valori restano più elevati, come da consuetudine: 1,949 euro al litro per la benzina e 2,044 euro per il gasolio. La differenza rispetto alla rete ordinaria riflette i maggiori costi di gestione e servizio, ma il movimento al ribasso appare comunque coerente con l’andamento generale.
Il quadro internazionale, tuttavia, racconta una situazione più complessa. Nelle stesse ore in cui i prezzi alla pompa scendono, il petrolio torna a salire sui mercati delle materie prime. Il WTI con consegna a luglio è scambiato a 77,34 dollari al barile, in aumento dello 0,97%, mentre il Brent con consegna ad agosto sale a 80,04 dollari, con un incremento dello 0,24%. Una dinamica che potrebbe riflettersi nei prossimi giorni sui listini nazionali, a seconda dell’evoluzione delle quotazioni e dei margini di raffinazione.
Il Mimit continua a monitorare quotidianamente l’andamento dei prezzi attraverso l’Osservatorio nazionale, strumento che negli ultimi mesi ha assunto un ruolo centrale nel garantire trasparenza e tempestività informativa. Il calo registrato oggi rappresenta un segnale positivo per famiglie e imprese, in un contesto economico ancora segnato da pressioni inflazionistiche e costi energetici elevati.
Resta ora da capire se la discesa dei prezzi alla pompa potrà consolidarsi o se l’aumento del greggio sui mercati internazionali innescherà nuove tensioni. Per il momento, la fotografia è quella di un mercato interno in lieve raffreddamento, mentre lo scenario globale continua a muoversi su equilibri fragili e sensibili alle dinamiche geopolitiche.
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