Nucleare Pichetto fratin sondaggio

Il governo accelera sul nucleare sostenibile come nuova componente del mix energetico nazionale. A Napoli, durante l’iniziativa “Da Fermi al futuro: dialoghi sull’energia nucleare sostenibile”, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha ribadito che l’Italia non potrà rispondere all’aumento della domanda energetica e agli obiettivi di decarbonizzazione affidandosi esclusivamente alle rinnovabili. «Occorre integrare il sistema con un aumento forte delle rinnovabili, ma anche con una nuova fonte di energia: il nucleare sostenibile», ha dichiarato, sottolineando la necessità di una produzione continua che garantisca stabilità alla rete. «I data center non li faremo funzionare solo con fotovoltaico ed eolico», ha aggiunto, indicando chiaramente il fabbisogno energetico della nuova economia digitale.

Pichetto ha confermato che il Senato ha calendarizzato la discussione della legge delega sul nucleare prima della pausa estiva e ha espresso fiducia in una conclusione dei lavori in Commissione entro la settimana. L’obiettivo è approvare la delega entro agosto, così da avviare i decreti attuativi entro il 2026.

Sulla stessa linea il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, intervenuto a Milano agli Stati Generali della Space Economy. Urso ha ricordato che il governo Meloni «ha riaperto la strada del nucleare civile di nuova generazione» e ha auspicato un rapido via libera parlamentare. Il ministro ha collegato la scelta al contesto internazionale: «Dobbiamo prendere atto della realtà che ci impone di realizzare tutto ciò che è necessario per la sicurezza energetica del Paese e del continente», ha detto, richiamando il conflitto e l’incertezza geopolitica che circondano l’Europa.

Urso ha inoltre evidenziato che la delega sul nucleare nasce dall’accelerazione sulle rinnovabili, la cui capacità produttiva «è aumentata del 40% negli ultimi anni». Ma, ha spiegato, la sola crescita delle fonti verdi non basta a garantire stabilità e competitività industriale.

Il ministro ha poi affrontato il tema della crisi della filiera del bianco e degli elettrodomestici, dopo l’annuncio degli esuberi nel piano industriale di Electrolux. Urso ha attribuito le difficoltà del settore alle regole europee, ricordando che negli ultimi anni «sono stati chiusi 25 stabilimenti in Europa». Ha rivendicato il lavoro del governo per salvaguardare gli impianti italiani, come quelli ex Whirlpool ora Beko, mentre altri stabilimenti del gruppo sono stati chiusi in Polonia e Gran Bretagna. «Mi sono subito attivato», ha detto, annunciando un documento strategico condiviso con Germania e Francia per riformare le norme europee sugli elettrodomestici. L’obiettivo è arrivare al tavolo del 21 luglio con una posizione comune che consenta di rilanciare gli stabilimenti italiani.

Il governo punta dunque a un doppio fronte: sicurezza energetica e competitività industriale. Il nucleare sostenibile viene presentato come tassello necessario per garantire continuità alla rete e sostenere la trasformazione digitale, mentre sul versante industriale si lavora per evitare nuove chiusure e difendere la produzione nazionale.


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