Caro carburante: benzina supera i 2 euro al litro

La corsa dei carburanti non si ferma. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit, aggiornati a venerdì 22 maggio 2026, il prezzo medio in modalità self lungo la rete stradale nazionale raggiunge 1,966 euro al litro per la benzina e 1,974 euro per il gasolio, segnando un nuovo picco in un contesto già segnato da tensioni energetiche e inflazione persistente.

La situazione è ancora più evidente sulla rete autostradale, dove i prezzi medi superano stabilmente la soglia psicologica dei due euro: 2,051 euro al litro per la benzina e 2,064 euro per il gasolio. Un livello che riflette l’impatto del nuovo shock energetico legato alla crisi nel Golfo e che rischia di comprimere ulteriormente consumi, logistica e competitività delle imprese.

Di fronte a questo scenario, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha ribadito la linea del Governo durante un intervento al Festival dell’Economia di Trento. «Continueremo su questa strada sino a quando non finirà l’emergenza», ha dichiarato, riferendosi alla politica di riduzione delle accise adottata negli ultimi mesi per contenere l’impatto dei rincari su famiglie e imprese.

Urso ha però rivolto un messaggio diretto alla Commissione europea, sottolineando che la sola presa d’atto della gravità della situazione non è sufficiente. «Non basta dire che siamo in una situazione grave e che, se perdura la guerra nel Golfo, la situazione si aggraverà ulteriormente con impatto netto e significativo su inflazione e produzione», ha affermato. Il ministro ha insistito sulla necessità di un intervento tempestivo: «Se non si agisce in tempo, poi il costo della ripresa è di gran lunga maggiore. Non mi può dire solamente “sta arrivando una grande tempesta”».

Le parole di Urso riflettono la crescente preoccupazione del Governo per un quadro energetico che rischia di rallentare la crescita economica e alimentare nuove pressioni sui prezzi. Con i carburanti vicini ai massimi degli ultimi anni e un’inflazione che fatica a rientrare, il tema del coordinamento europeo torna centrale, soprattutto in vista delle prossime decisioni sul quadro fiscale e sulle misure di sostegno agli Stati membri.


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