La produzione nelle costruzioni registra un nuovo arretramento. A marzo 2026 l’indice destagionalizzato segna una diminuzione dello 0,7% rispetto a febbraio, confermando una fase di debolezza che prosegue ormai da cinque mesi consecutivi. Il livello dell’attività si colloca così al punto più basso da agosto 2025, evidenziando una dinamica congiunturale che continua a risentire della frenata degli investimenti e dell’incertezza del quadro economico.
Il primo trimestre dell’anno chiude con una contrazione del 2% rispetto ai tre mesi precedenti, segnale di un settore che fatica a ritrovare slancio dopo la forte espansione registrata negli anni del Superbonus e degli incentivi edilizi. Il rallentamento appare diffuso e non circoscritto a singoli comparti, riflettendo un clima di attesa legato sia alla normalizzazione degli incentivi sia all’aumento dei costi finanziari.
Il confronto tendenziale offre un quadro più articolato. L’indice grezzo cresce del 4,4% rispetto a marzo 2025, ma il dato corretto per gli effetti di calendario – che tiene conto dei 22 giorni lavorativi contro i 21 dell’anno precedente – mostra una lieve flessione dello 0,2%. Una divergenza che segnala come la crescita apparente sia influenzata dal maggior numero di giornate lavorative e non da un reale aumento dell’attività produttiva.
Anche nella media del primo trimestre emergono segnali deboli: l’indice grezzo avanza dello 0,4%, mentre quello corretto per calendario si limita a un +0,1% su base annua. Numeri che confermano una sostanziale stagnazione del settore, in un contesto in cui la domanda privata rallenta e quella pubblica non riesce ancora a compensare pienamente.
Secondo il commento ufficiale, marzo segna dunque un ulteriore arretramento che consolida una tendenza negativa iniziata a fine 2025. La combinazione di costi elevati, incertezza normativa e rallentamento degli investimenti continua a pesare su un comparto che resta cruciale per l’economia italiana.











