Il governo accelera sul fronte del caro carburanti, con l’obiettivo di intervenire rapidamente per contenere l’impatto su famiglie e imprese. A indicare la linea è il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha fissato un obiettivo preciso: portare il prezzo del gasolio sotto 1,90 euro al litro, ben al di sotto della soglia psicologica dei due euro.
Intervenendo a Milano, a margine di un incontro con le principali compagnie petrolifere, Salvini ha parlato della necessità di riduzioni consistenti, nell’ordine di 20-25 centesimi al litro, giudicando insufficienti interventi più limitati. “Non basta scendere sotto i due euro, dobbiamo fare di più”, ha dichiarato, sottolineando l’urgenza di un’azione immediata.
Il tema sarà al centro del Consiglio dei ministri, dove la Lega porterà una serie di proposte già anticipate nei giorni scorsi. Tra queste, l’introduzione di un tetto ai prezzi dei carburanti, un intervento sulle accise e un confronto a livello europeo su strumenti come il sistema ETS, ritenuto dal ministro non adeguato all’attuale contesto economico. Nel mirino anche alcune misure del Green Deal, considerate da Salvini eccessivamente onerose per il sistema produttivo.
Parallelamente, è in corso un confronto operativo con le compagnie petrolifere e i distributori, convocati in Prefettura a Milano, con l’obiettivo di contenere eventuali dinamiche speculative e stabilizzare i prezzi alla pompa. Il coinvolgimento degli operatori della filiera viene considerato un passaggio chiave per rendere efficaci le misure nel breve periodo.
Sul piano tecnico, il dossier del tetto ai prezzi vede impegnato anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, chiamato a valutare la sostenibilità finanziaria degli interventi. L’ipotesi è quella di un’azione coordinata che possa produrre effetti già nell’immediato, con l’obiettivo dichiarato di far percepire ai cittadini una riduzione concreta dei costi.
Il contesto resta complesso, segnato dalle tensioni geopolitiche e dalla volatilità dei mercati energetici, che continuano a riflettersi sui prezzi dei carburanti. In questo scenario, l’iniziativa del governo punta a mitigare gli effetti inflattivi e sostenere la competitività del sistema economico, in particolare nei settori più esposti ai costi di trasporto e logistica.
La sfida, tuttavia, resta quella di conciliare interventi di breve periodo con gli equilibri di finanza pubblica e con le politiche europee in materia energetica e ambientale, in un quadro che richiede decisioni rapide ma strutturalmente sostenibili.
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