Accise Diesel e benzina - gasolio

l governo interviene con urgenza sul caro carburanti, approvando un decreto legge che introduce un taglio delle accise di 25 centesimi al litro, operativo già dal 19 marzo. La misura, varata dal Consiglio dei ministri e pubblicata in Gazzetta Ufficiale, rappresenta un intervento immediato e temporaneo per contenere l’impatto dell’aumento dei prezzi energetici su famiglie e imprese.

A spiegare la ratio dell’intervento è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha rivendicato la scelta come necessaria per contrastare “gli aumenti ingiustificati” e prevenire una nuova impennata dei costi legata alle tensioni internazionali. Il provvedimento mobilita risorse per poco più di mezzo miliardo di euro, con l’obiettivo di incidere direttamente sul prezzo alla pompa attraverso la leva fiscale.

La decisione è maturata al termine di una giornata di confronti tra i principali ministeri economici, in particolare il MEF e il MASE, con il coinvolgimento dei titolari dei dicasteri Giancarlo Giorgetti e Gilberto Pichetto Fratin. Il decreto è stato approvato con procedura accelerata, anche in vista del confronto europeo sui temi energetici e fiscali.

Sul piano tecnico, la scelta di intervenire sulle accise – con conseguente effetto anche sull’IVA – è stata preferita ad altre ipotesi, come l’introduzione di un tetto amministrato ai prezzi. Quest’ultima opzione, sostenuta politicamente anche dal vicepremier Matteo Salvini, è stata accantonata per le criticità legate al funzionamento del mercato e alla compatibilità con le regole della concorrenza.

Il decreto introduce anche un rafforzamento dei controlli contro le speculazioni, ampliando i poteri ispettivi del Garante per i prezzi, e prevede sanzioni per eventuali comportamenti scorretti lungo la filiera distributiva. Parallelamente, vengono reintrodotte misure di sostegno mirate per alcune categorie, tra cui crediti d’imposta per gli autotrasportatori e interventi a favore del comparto della pesca.

La misura ha una durata iniziale di 20 giorni, ma il governo non esclude una proroga qualora le condizioni di mercato dovessero rimanere critiche. La scelta di limitare temporalmente l’intervento risponde alla necessità di bilanciare l’urgenza economica con la sostenibilità dei conti pubblici, in un contesto di forte pressione sulla spesa.

Sul piano politico, il provvedimento si inserisce in un quadro segnato da tensioni interne alla maggioranza sulla gestione della crisi energetica e da critiche dell’opposizione, che ha attribuito alla tempistica dell’intervento una valenza anche elettorale. L’esecutivo, tuttavia, rivendica la rapidità dell’azione e la volontà di offrire una risposta concreta e immediatamente percepibile dai cittadini.

In prospettiva, il tema del costo dell’energia resta centrale anche nel confronto europeo, dove l’Italia continua a spingere per una revisione di strumenti come il sistema ETS e per politiche più coordinate a sostegno della competitività. Nel breve periodo, il taglio delle accise rappresenta una misura tampone, destinata a contenere gli effetti più immediati della crisi, ma non a risolverne le cause strutturali.


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