Cosimo Ferraioli e Marco Rizzo

“Il maestro Valery Gergiev venga ad esibirsi ad Angri, nei giardini di Palazzo Doria. La musica non può essere vittima di discriminazioni ideologiche.” Con queste parole, il sindaco di Angri, Cosimo Ferraioli, interviene nella polemica sull’annullamento del concerto del direttore d’orchestra russo a Caserta, definendolo “una dichiarazione di guerra alla cultura”.

Ferraioli, anche coordinatore regionale di Democrazia Sovrana e Popolare, n accordo con la direzione nazionale del partito di Marco Rizzo e Francesco Toscano, accusa i promotori della cancellazione di “oscurantismo mascherato da democrazia” e sostiene che l’arte debba rimanere libera da contaminazioni di pensiero. L’esponente politico ha rilasciato alcune dichiarazioni all’agenzia stampa ANSA.

“Gergiev è un grande artista, al di là delle sue idee politiche, vere o presunte. Impedirgli di esibirsi è un atto di intolleranza travestita da antifascismo che invece si comporta da manganello ideologico”, ha dichiarato all’ANSA.

La proposta è chiara: ospitare Gergiev ad Angri per un concerto simbolico, nel segno della libertà culturale. “Finora nessun altro sindaco ha manifestato la volontà di aprire al maestro. Io lo faccio, perché credo che la cultura non possa diventare terreno di scontro geopolitico. Il resto è solo propaganda”, ha aggiunto.

Il caso Gergiev è solo l’ultimo episodio di una lunga serie di tensioni tra arte e geopolitica, soprattutto da quando il direttore – storicamente vicino a Vladimir Putin – è finito al centro di polemiche internazionali. Ma Ferraioli non ha dubbi: “L’arte non si censura. Si ascolta. E si giudica per ciò che è: musica, non ideologia.


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