Dopo un lungo silenzio, Beppe Grillo torna a parlare e lo fa con un attacco diretto al Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte, accusato di aver “perso la propria identità” e di essersi trasformato in un partito “che pensa solo alle poltrone”. Le parole del fondatore arrivano nel giorno in cui è stata rinviata la prima udienza sulla vertenza legale relativa al simbolo del Movimento, un tema che resta al centro delle tensioni tra le diverse anime pentastellate.
Nel suo intervento, pubblicato online, Grillo scrive: “Era nato per cambiare la politica, ma poi la politica ha cambiato il Movimento. Doveva occuparsi del futuro e ha finito per occuparsi delle poltrone”. L’ex garante richiama anche temi globali come intelligenza artificiale e democrazia diretta, chiedendosi chi beneficerà della ricchezza prodotta dalle nuove tecnologie: “Il Movimento era nato per affrontare queste domande, poi ha cominciato a occuparsi di se stesso. Ma le domande non sono scomparse, sono ancora fuori dai Palazzi”.
La replica di Conte non si fa attendere: “Per Grillo abbiamo perso la nostra identità? È lui che ha definito Draghi grillino, fate voi…”, commenta con tono ironico il leader del M5S. All’interno del partito, le reazioni sono contrastanti. Alcuni esponenti parlano di un attacco “cieco” e “periodico” da parte del fondatore, mentre altri, come Danilo Toninelli, difendono il diritto di Conte e dell’attuale gruppo dirigente di portare avanti un progetto politico diverso, “ma con un nome e un simbolo propri”.
Sul piano legale, la disputa sul simbolo del Movimento resta aperta. L’udienza prevista per luglio è stata rinviata a gennaio 2027, e secondo diversi osservatori il tempismo dell’intervento di Grillo sarebbe legato proprio a questa scadenza. Anche Luigi Di Maio, intervenuto in Commissione Esteri, ha collegato le dichiarazioni del fondatore alla causa sul simbolo, preferendo non commentare il merito delle accuse.
Le parole di Grillo hanno riacceso il dibattito tra gli elettori pentastellati, con reazioni prevalentemente negative sui social. “Avevo una gran stima di te, Beppe, l’ho persa ogni volta che hai attaccato il Movimento”, scrive un utente. Il confronto interno si riapre dunque su due fronti: quello politico, legato alla direzione del partito, e quello giudiziario, che potrebbe ridefinire la titolarità del nome e del logo del M5S.
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