Export

A febbraio 2026 il commercio estero italiano verso i Paesi extra Ue27 mostra segnali di ripresa, con un miglioramento sia sul fronte delle esportazioni sia su quello delle importazioni. Secondo i dati diffusi dall’Istat, l’export registra un incremento congiunturale del +4,9%, mentre l’import cresce in modo ancora più marcato, segnando un +8,5%.

La dinamica delle esportazioni è sostenuta in particolare dai beni strumentali, che crescono dell’11,1%, grazie anche a operazioni rilevanti legate ai mezzi di navigazione marittima. A questo si aggiunge il contributo dei beni intermedi (+4,9%) e, in misura più contenuta, dei beni di consumo non durevoli (+1,2%). In controtendenza risultano invece le vendite di energia, in calo del 13,8%, e quelle di beni durevoli, in lieve flessione.

Sul versante delle importazioni, l’aumento è diffuso a quasi tutte le categorie, con incrementi particolarmente significativi per i beni di consumo non durevoli (+14,6%) e per l’energia (+13,7%). Solo i beni strumentali registrano una lieve contrazione (-0,9%).

Guardando al trimestre dicembre 2025-febbraio 2026, l’export cresce complessivamente dell’1,8%, sostenuto ancora una volta dai beni intermedi e strumentali, mentre l’import segna una lieve riduzione (-0,6%), legata soprattutto al calo degli acquisti di beni di consumo non durevoli.

Il dato più rilevante emerge tuttavia su base annua: a febbraio l’export torna in territorio positivo con un +2,5%, dopo la flessione di gennaio. La crescita è trainata dai beni intermedi (+20,5%) e dai beni strumentali (+3,0%). Al contrario, l’import registra una lieve diminuzione (-0,4%), determinata dalla forte contrazione degli acquisti di energia (-30,5%), che compensa gli aumenti negli altri comparti.

Questa dinamica si riflette sulla bilancia commerciale: l’Italia registra un avanzo di 5,5 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 4,8 miliardi dello stesso mese del 2025. Il deficit energetico si riduce sensibilmente, passando da -4,8 a -3,3 miliardi, mentre l’avanzo dei prodotti non energetici scende leggermente.

Sul piano geografico, si evidenziano forti crescite dell’export verso Svizzera (+33,1%), Paesi OPEC (+14,5%) e Stati Uniti (+9,6%), mentre calano le vendite verso Turchia, Regno Unito, Paesi ASEAN e MERCOSUR. Dal lato delle importazioni, aumentano in modo significativo gli acquisti da Stati Uniti (+40,4%) e Cina (+20,4%), mentre si registra una forte riduzione delle importazioni dai Paesi OPEC (-28,9%).

L’analisi complessiva evidenzia come la ripresa dell’export sia in parte influenzata da operazioni straordinarie ad alto valore, in particolare nel comparto navale. Al netto di queste componenti, la crescita risulta più contenuta ma comunque positiva. Allo stesso tempo, la dinamica dell’import conferma un elemento strutturale: la riduzione della dipendenza energetica incide positivamente sulla bilancia commerciale, mentre la domanda interna sostiene gli acquisti di altri beni.

Nel complesso, nei primi due mesi del 2026 l’avanzo commerciale con i Paesi extra Ue raggiunge 7,8 miliardi di euro, in netto miglioramento rispetto ai 5,2 miliardi dello stesso periodo del 2025. Un segnale che, nonostante le incertezze del contesto globale, l’interscambio italiano mostra una capacità di adattamento e tenuta, sostenuta da alcuni settori chiave dell’industria nazionale.


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