Continuano gli sforzi per tamponare l’evasione fiscale e recuperare il credito. In tal senso, il 2025 segna un punto di svolta per l’attività di recupero fiscale in Italia. Agenzia delle Entrate-Riscossione ha comunicato di aver registrato un risultato senza precedenti, con 16,8 miliardi di euro recuperati, confermando un trend di crescita che riflette sia un rafforzamento delle attività di contrasto all’evasione sia una crescente efficienza operativa.
Il dato, presentato alla Camera dei deputati alla presenza del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, del viceministro Maurizio Leo e del direttore Vincenzo Carbone, evidenzia come il sistema della riscossione stia evolvendo verso un modello più mirato e tecnologicamente avanzato.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la composizione del recupero: oltre il 57% delle somme riscosse proviene da contribuenti con debiti superiori a 100 mila euro, pari a 9,7 miliardi. Questo dato segnala una strategia sempre più orientata verso i grandi debitori, considerati più efficaci in termini di impatto sulle finanze pubbliche. Parallelamente, resta significativa anche la quota recuperata dalle fasce intermedie e minori, a conferma di un’azione diffusa sull’intero spettro dei contribuenti.
Accanto all’attività di recupero, emerge con forza il tema della trasformazione digitale dei servizi. Nel 2025 sono state concesse circa 2 milioni di rateizzazioni, e ben il 70% è stato gestito attraverso canali online, in particolare tramite il servizio “Rateizza adesso”. Si tratta di un segnale chiaro di come la digitalizzazione stia cambiando il rapporto tra amministrazione fiscale e cittadini, rendendo più accessibili e flessibili gli strumenti per la gestione del debito.
Anche i servizi di assistenza registrano una crescita significativa. Sempre più contribuenti scelgono modalità alternative allo sportello fisico, come la videochiamata, utilizzata da circa 230 mila persone, mentre oltre 315 mila utenti hanno fatto ricorso ai servizi online di contatto. Tuttavia, resta ancora elevato il ricorso agli uffici, con 1,7 milioni di contribuenti assistiti in presenza, segno di una transizione digitale in corso ma non ancora completa.
Dal punto di vista delle entrate complessive, il contributo dell’attività di riscossione si inserisce in un quadro ancora più ampio. Nel 2025, l’azione combinata dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha portato nelle casse dello Stato 36,2 miliardi di euro, il livello più alto mai registrato. Di questi, 29 miliardi derivano dal contrasto all’evasione fiscale, mentre 7,2 miliardi sono stati recuperati per conto di altri enti, tra cui Inps, Comuni e amministrazioni locali.
Una componente non trascurabile del risultato deriva anche da strumenti straordinari, come la rottamazione delle cartelle, che ha contribuito per 4,5 miliardi, accanto ai 2,3 miliardi provenienti dalle attività ordinarie. Questo mix tra misure strutturali e interventi straordinari continua a rappresentare uno degli elementi chiave della strategia fiscale italiana.
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