Confcommercio Sangalli

Il 2026 si apre con segnali incoraggianti per l’economia italiana, sostenuta da un rafforzamento della domanda interna che nell’ultimo trimestre ha fornito un contributo decisivo alla crescita. Secondo la congiuntura di gennaio elaborata dall’Ufficio Studi Confcommercio, il quarto trimestre del 2025 ha registrato un aumento tendenziale dei consumi dello 0,5%, con un’accelerazione significativa negli ultimi due mesi dell’anno. A novembre la spesa è cresciuta dello 0,6%, mentre a dicembre il balzo ha raggiunto l’1%, segnando un cambio di passo rispetto alla prima parte dell’anno.

Questo dinamismo si riflette direttamente sul Pil, stimato in crescita dello 0,5% a gennaio 2026 rispetto a dicembre e dell’1,2% su base annua. Le prospettive per l’intero 2026 restano prudentemente ottimistiche, con una crescita prevista intorno allo 0,9%, fortemente legata all’andamento dei consumi delle famiglie. In questo quadro emerge con chiarezza un’evoluzione strutturale della spesa, sempre più orientata verso i servizi e il tempo libero, a conferma della progressiva terziarizzazione dell’economia. A dicembre, su base annua, le voci legate a ricreazione e cultura hanno segnato un +11,1%, mentre la spesa per smartphone e PC è cresciuta del 16,4%.

Il miglioramento del clima economico trova riscontro anche nei comportamenti di acquisto. Le intenzioni di spesa delle famiglie risultano in aumento sia rispetto al 2024 sia rispetto alla prima metà del 2025, con effetti già visibili nei dati. Il Black Friday ha generato 4,9 miliardi di euro di spesa, con un incremento del 19,5% rispetto all’anno precedente. I consumi natalizi mostrano un aumento reale del 2,8% per famiglia, mentre i viaggiatori italiani nel ponte dell’Immacolata sono cresciuti del 4,9%, confermando la centralità del turismo nella ripresa.

Anche il commercio al dettaglio registra segnali di consolidamento. Le vendite reali hanno messo a segno due mesi consecutivi di crescita congiunturale, +0,5% a ottobre e +0,6% a novembre, un evento che non si verificava dall’inizio del 2024. Parallelamente, da ottobre-novembre si osserva un miglioramento significativo del clima di fiducia. Per le imprese l’indice cresce mese su mese da quattro mesi consecutivi, con un recupero di circa +3% rispetto a luglio. Per le famiglie, a dicembre la fiducia aumenta dell’1,7% su novembre, segnalando una riduzione della sfiducia e una maggiore propensione al consumo.

Il turismo continua a offrire un contributo positivo, con presenze in aumento dell’1,6% nel bimestre ottobre-novembre, rafforzando il ruolo del comparto come stabilizzatore della domanda interna. In questo contesto, la ripresa dei consumi appare meno episodica e più diffusa, sostenuta da una percezione di maggiore stabilità economica.

Per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, il rimbalzo della spesa tra Black Friday, Natale e avvio dei saldi rappresenta un segnale chiaro di recupero della fiducia, ma non ancora sufficiente a garantire una crescita solida nel medio periodo. “Per rendere la crescita più robusta – sottolinea – è necessario continuare a ridurre le tasse su famiglie e imprese, semplificare la burocrazia e creare migliori condizioni per la partecipazione di giovani e donne al mercato del lavoro”. La sfida dei prossimi mesi sarà trasformare questa ripresa ciclica dei consumi in un sentiero di crescita più strutturale, capace di reggere alle incertezze del contesto internazionale.


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