Inflazione carrello della spesa shrinkflation

L’economia italiana continua a mostrare segnali di resilienza. Secondo le stime dell’Ufficio studi Confcommercio, il Pil crescerà dello 0,9% nel 2026, mentre i consumi aumenteranno dell’1,2% e l’inflazione media si attesterà al 2,7%. Un quadro che, pur con un secondo semestre previsto meno dinamico, conferma un andamento migliore delle attese.

Confcommercio sottolinea che, nonostante le forti incertezze legate al conflitto in Medio Oriente e ai timori di un rallentamento dell’economia globale, la congiuntura italiana si è dimostrata più solida del previsto. Il mercato del lavoro continua a registrare risultati storici: gli occupati hanno raggiunto quota 24,3 milioni, il livello più alto di sempre, mentre la disoccupazione è scesa ai minimi. Questo ha favorito l’aumento del reddito disponibile delle famiglie, sostenendo la ripresa dei consumi.

Il buon andamento del turismo, trainato soprattutto dalla domanda estera, contribuisce a consolidare la crescita. Le presenze internazionali continuano a sostenere servizi, commercio e filiere collegate, confermando il ruolo strategico del settore nella dinamica economica nazionale.

Confcommercio evidenzia tuttavia alcuni elementi di incertezza che potrebbero influenzare la parte finale dell’anno. L’evoluzione del quadro geopolitico, i possibili riflessi sui prezzi dell’energia e l’andamento dell’inflazione restano fattori da monitorare con attenzione. Nonostante ciò, lo scenario complessivo rimane positivo, con un sistema produttivo che continua a mostrare segnali di miglioramento e una domanda interna sostenuta.

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