Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo decreto-legge sulla scuola, introducendo una serie di riforme strutturali orientate all’integrazione, alla sicurezza e al riassetto della formazione professionale. Tra le novità di maggior impatto figurano un tetto massimo del 30% di alunni stranieri nelle classi prime e il divieto formale di indossare burqa o niqab all’interno degli istituti scolastici.
Per quanto riguarda il limite alla presenza di studenti stranieri, nella scuola primaria la soglia del 30% si applicherà agli alunni privi di cittadinanza italiana che non abbiano frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia. Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, la restrizione riguarderà gli studenti non italiani che non abbiano completato con esito positivo tre anni nel sistema di istruzione nazionale. Per supportare gli istituti nell’adeguamento e potenziare le competenze linguistiche, il governo ha stanziato circa 17,5 milioni di euro, destinati a corsi extracurricolari e al rafforzamento dell’organico dei docenti.
Sul fronte della sicurezza e del rispetto dell’identità, il provvedimento vieta la partecipazione ad attività scolastiche o colloqui con il volto coperto da capi o modalità che non consentano il riconoscimento. L’inosservanza di questa norma comporterà una sanzione amministrativa compresa tra 200 e 1.000 euro, la cui responsabilità ricadrà sui genitori nel caso di violazioni commesse da minori. Parallelamente, il decreto interviene con decisione sull’integrazione linguistica delle famiglie: qualora persistenti barriere linguistiche dei genitori ostacolino l’apprendimento del minore e il nucleo familiare si rifiuti di seguire corsi gratuiti di italiano, la scuola segnalerà il caso ai servizi sociali, con la possibilità di disporre il collocamento del minore fuori dalla famiglia.
Il decreto rimodella inoltre la denominazione degli indirizzi di studio: gli istituti tecnici e professionali assumono ufficialmente il nome di “licei tecnologici” e “licei professionali”, supportati da uno stanziamento di 30 milioni di euro nel biennio per lo sviluppo della filiera tecnologico-professionale. Infine, 14 milioni di euro nel biennio 2026-2027 saranno destinati alla digitalizzazione dei servizi amministrativi della scuola tramite la piattaforma SIDI, puntando a una completa interoperabilità dei dati e alla semplificazione delle procedure valutative.
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