All’indomani dell’annuncio da parte di Donald Trump di nuovi dazi americani su numerose merci provenienti dall’Unione Europea, l’Italia si prepara a gestire le possibili ripercussioni economiche. La premier Giorgia Meloni, che ha definito l’imposizione tariffaria una “scelta sbagliata“, nella giornata di giovedì ha deciso di sospendere gli impegni istituzionali previsti – tra cui la visita a Limbadi per l’inaugurazione della nuova stazione dei Carabinieri – per affrontare il dossier in un vertice straordinario a Palazzo Chigi.
Nel corso della giornata, Meloni ha convocato una riunione operativa con i ministri coinvolti direttamente nella gestione del dossier, tra cui Giancarlo Giorgetti (Economia), Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy), Francesco Lollobrigida (Agricoltura), Tommaso Foti (Affari europei e PNRR), e i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. Quest’ultimo ha partecipato collegato da Bruxelles, dove aveva incontrato il commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič, consegnandogli una lista dettagliata di circa trenta voci di prodotti italiani da tutelare, tra cui motocicli, gioielli e pietre preziose.
Meloni: “No allarmismo”
Meloni, intervenuta poi al Tg1, ha invitato a non alimentare l’allarmismo: «La scelta degli Stati Uniti non favorisce né l’economia americana né quella europea, ma non dobbiamo reagire in modo impulsivo». Il governo italiano, ha spiegato, intende aprire una discussione franca con Washington, evitando soluzioni ritorsive come l’introduzione di dazi in risposta, considerati dannosi soprattutto per l’economia nazionale.
La prossima settimana è previsto un incontro con le categorie produttive, per individuare insieme le soluzioni più efficaci per contenere l’impatto delle misure americane. L’Italia condividerà le proprie proposte con gli altri Paesi Ue, ma, ha precisato Meloni, «alcune scelte potranno non essere sovrapponibili», lasciando aperta la possibilità di un margine di autonomia operativa da parte di Roma.
Non solo dazi. Il vertice a Palazzo Chigi è stato anche l’occasione per rilanciare con forza la proposta italiana di riforma del Patto di stabilità, giudicato non più adeguato alle sfide economiche attuali. Secondo la premier, è tempo che l’Europa superi alcune «regole ideologiche» su temi come l’automotive, il green deal, l’energia e la semplificazione normativa.
Anche il vicepremier Tajani ha ribadito la posizione italiana, sottolineando la necessità di nuovi sbocchi commerciali e l’importanza di scongiurare guerre commerciali, dannose per tutte le economie coinvolte. L’obiettivo del governo resta quello di mantenere la schiena dritta, ma puntando su un approccio costruttivo e orientato al dialogo.
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