PAVIA – A diciannove anni dal delitto di Chiara Poggi, il caso di Garlasco si arricchisce di un capitolo giudiziario destinato a riaprire l’intera vicenda processuale. La Procura di Pavia, guidata dal procuratore Fabio Napoleone e dall’aggiunto Stefano Civardi, ha recuperato nei laboratori del Ris di Parma i cosiddetti ‘raw data’, ossia i registri informatici non modificabili dei macchinari utilizzati nel 2007 per le analisi della scientifica. Dall’esame dei dati grezzi emerge una realtà sconcertante: il celebre campione di DNA attribuito a Chiara Poggi e rinvenuto sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi non sarebbe mai esistito, poiché due test di verifica eseguiti all’epoca diedero esito negativo ma vennero omessi dai fascicoli d’indagine.
L’analisi della sequenza temporale degli accertamenti ricostruisce una dinamica dai contorni inediti. Nel settembre 2007, le prime verifiche sul materiale repertato sui pedali evidenziarono un esito inibito. Pochi giorni dopo, le procedure di purificazione restituirono un valore pari a 2,78 nanogrammi di DNA, considerato abnorme e privo di impurità, sovrapponibile nei valori a un reperto estratto da un cucchiaino da colazione della vittima. All’indomani di tale risultato, gli operatori del Ris effettuarono in segreto due contro-analisi di controllo che smentirono la presenza della traccia genetica. Tuttavia, i risultati negativi non furono mai comunicati alla Procura di Vigevano né inseriti negli atti processuali, diventando al contrario un pilastro determinante per il fermo e la successiva condanna a 16 anni di reclusione per Alberto Stasi. Nei giorni scorsi, gli inquirenti hanno interrogato il personale dell’epoca, compreso l’allora comandante del Ris Luciano Garofano, per chiarire le responsabilità della mancata ostensione di prove a discapito dell’imputato.
La scoperta dei dati grezzi, sollecitata a lungo dalla difesa composta dagli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis e confermata dai consulenti della Procura, costituisce un elemento di nuova prova idoneo a sostenere la richiesta di revisione del processo per Stasi, su cui dovrà pronunciarsi la Procuratrice Generale di Milano Francesca Nanni. Parallelamente, la Procura di Pavia ha notificato il secondo avviso di conclusione delle indagini a carico di Andrea Sempio, prefigurando la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dall’odio. Gli accertamenti integrativi sul DNA e sulle impronte di calzature repertate sulla scena del crimine rafforzano l’ipotesi accusatoria a carico del nuovo indagato, segnando un punto di svolta radicale nella ricostruzione dell’omicidio di Garlasco.
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