Un intervento finanziario di rilievo istituzionale e industriale per sostenere la transizione ecologica e tecnologica della filiera dell’auto in Italia. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, su indicazione del ministro Adolfo Urso, ha emanato il decreto direttoriale che mette a disposizione 631 milioni di euro per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale dedicati al comparto automotive. Le risorse, stanziate nell’ambito del DPCM Automotive del 10 giugno 2026, finanzieranno gli Accordi per l’innovazione per favorire lo sviluppo di componenti avanzate e la riconversione industriale del settore.
Sulla portata strategica del provvedimento si è espresso il ministro Urso, evidenziando come l’obiettivo primario sia quello di rafforzare la competitività internazionale della filiera italiana, sostenendo la progettazione di nuovi veicoli, componentistica ad alta tecnologia e soluzioni a potenziale dual-use. Per garantire un riequilibrio territoriale nell’impiego delle risorse pubbliche, la misura stabilisce che il 40% del fondo complessivo sia destinato a interventi realizzati nelle regioni del Mezzogiorno, coinvolgendo Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Sotto il profilo operativo, lo sportello online aprirà il prossimo 25 novembre alle ore 10:00 e sarà gestito da Mediocredito Centrale attraverso la piattaforma del Fondo Crescita Sostenibile. La misura è aperta a imprese industriali, artigiane, di trasporto e centri di ricerca, incentivando la presentazione di progetti congiunti tra aziende e organismi scientifici. Le agevolazioni prevedono un contributo diretto alla spesa fino al 50% per la ricerca e al 25% per lo sviluppo sperimentale, oltre a un eventuale finanziamento agevolato fino al 20%. I progetti dovranno presentare un budget compreso tra 5 e 40 milioni di euro, coprendo costi di personale specializzato, strumentazioni, brevetti e licenze. Qualora le risorse non coprano la totalità dei progetti, il Mimit stilerà una graduatoria basata su parametri di solidità economico-finanziaria delle imprese richiedenti.
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