Alessandro Di Battista rompe il silenzio e affida ai social un messaggio che segna un cambio di passo dopo giorni di preoccupazione. “Oggi mi sento meglio”, scrive l’ex deputato del Movimento 5 Stelle, ricoverato a Cuba da venerdì scorso dopo un forte mal di testa che aveva richiesto accertamenti immediati. Il post, pubblicato sui suoi profili ufficiali, è insieme un aggiornamento clinico, un ringraziamento e una dichiarazione politica.
Di Battista spiega che le ultime giornate sono state “difficili”, ma sottolinea di essere “ottimista” e di voler vedere “il positivo in tutto”. Rivolge parole di riconoscenza ai medici cubani, definiti “molto bravi e tempestivi nella diagnosi e nella scelta delle cure iniziali”, una valutazione confermata anche dai due specialisti italiani del Policlinico Gemelli inviati all’Avana da Giuseppe Conte. La presenza dei sanitari italiani, insieme alla compagna Sahra Lahouasnia, ha contribuito a rassicurare il quadro clinico e a definire il percorso di rientro.
L’ex parlamentare annuncia che lascerà Cuba il 4 settembre, a bordo di un’aeroambulanza i cui costi saranno coperti dalla compagnia assicurativa con cui aveva stipulato una polizza prima della partenza. Una scelta che conferma la sua decisione di non utilizzare il volo di Stato, opzione che il governo aveva messo a disposizione ma che Di Battista ha rifiutato sin dal primo momento.
Il post contiene anche un lungo post scriptum politico, coerente con le battaglie che Di Battista porta avanti da anni. L’ex deputato denuncia nuovamente quello che definisce “l’Olocausto palestinese”, accusando parte dei media di ignorare la tragedia in corso. Racconta inoltre ciò che gli è stato riferito negli ospedali cubani: molti dei medici e degli infermieri palestinesi uccisi negli ultimi tre anni si erano formati proprio a Cuba. Un dettaglio che Di Battista utilizza per ribadire la connessione tra la sua esperienza personale e le sue battaglie internazionali.
Il messaggio si chiude con un ringraziamento ai tanti che gli hanno scritto in queste ore: “L’affetto è superiore a quello che mi sarei mai immaginato”. Un segnale che conferma quanto la vicenda abbia mobilitato sostenitori, curiosi e avversari politici, trasformando un episodio sanitario in un caso mediatico e politico di rilievo.
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