Il mondo dell’ippica piange Varenne, il cavallo più forte della storia del trotto. Il “Capitano”, come era soprannominato, è morto all’età di 31 anni nell’allevamento LJ di Eboli, dove viveva dal marzo 2025. La notizia, diffusa rapidamente sui social e sui media, è stata confermata all’ANSA dal suo storico driver.
Nato il 19 maggio 1995 nell’allevamento Zenzalino di Alessandro Viani, Varenne aveva una genealogia unica: figlio di Waikiki Beach e Ialmaz, discendeva da linee di sangue che hanno segnato la storia del trotto mondiale. In carriera ha disputato 72 gare, vincendone 63, un record assoluto che lo ha portato a raccogliere oltre sei milioni di euro in premi, superando anche la statunitense Moni Maker. Da riproduttore ha generato più di duemila figli, contribuendo a plasmare il trotto moderno.
La sua ultima gara risale al 28 settembre 2002, a Montreal, nel Mondial Trot: si piazzò secondo dietro la francese Fan Idole, venendo poi retrocesso per andatura irregolare. Un episodio raro, accaduto solo nella corsa d’esordio del 1998.
“Morte improvvisa, ieri stava bene”
Il proprietario dell’allevamento LJ, Dario De Angelis, racconta gli ultimi momenti del campione: “Il cuore di Varenne ha smesso di battere intorno alle 2 della scorsa notte. Una morte fulminea e improvvisa. Al di là degli acciacchi dell’età, stava discretamente bene. Era appena rientrato da una passeggiata nel parco”.
Varenne viveva in un box di 30 metri quadri, seguito da due veterinari, un nutrizionista e accudito quotidianamente da Giovanni e Sara. Cinque pasti al giorno, passeggiate frequenti, ventilazione dedicata: una cura meticolosa per un campione che, nonostante l’età, conservava un’intelligenza “quasi umana”, come racconta De Angelis.
“Abbiamo perso un cavallo, ma anche Varenne”
Il legame con il “Capitano” era profondo: “Poter vivere con Varenne mi ha fatto capire che era un cavallo fuori dal normale. Oggi abbiamo perso un cavallo e poi abbiamo perso Varenne. Questo fa doppiamente male. Mi piace pensare che sia andato da Enzo Giordano, il suo proprietario: finalmente si sono ricongiunti”.
La scomparsa di Varenne chiude un capitolo irripetibile della storia del trotto. Nessun altro cavallo ha saputo unire talento, carisma, risultati e impatto culturale come lui. Una leggenda che continuerà a vivere nelle sue imprese, nei suoi figli e nel ricordo di chi lo ha amato.











