Ex Ilva Taranto

Il decreto-legge n. 133/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 172 del 27 luglio, autorizza un nuovo prestito fino a 100,5 milioni di euro ad Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria.
Il Consiglio dei ministri si è riunito il 27 luglio 2026 a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni.
La convocazione era d’urgenza: poche ore prima, la Corte d’Appello di Milano aveva emesso un provvedimento che ribalta la situazione industriale del più grande polo siderurgico d’Europa.

La Corte d’Appello di Milano ha disposto la sospensione delle attività nell’area a caldo, il cuore produttivo dell’impianto siderurgico di Taranto. Secondo quanto comunicato da Palazzo Chigi, il provvedimento comporterà di fatto la chiusura di questi impianti entro 90 giorni.

Cosa prevede il decreto ex Ilva del 27 luglio 2026?

Per assicurare la continuità operativa degli impianti siderurgici della società ILVA in amministrazione straordinaria, nelle more della procedura di vendita in corso, il decreto autorizza il Ministero delle imprese e del Made in Italy a trasferire ad Acciaierie d’Italia fino a ulteriori 100,5 milioni di euro per il 2026, a titolo di finanziamento oneroso e in conformità alla disciplina europea in materia di aiuti di Stato.

I punti chiave del provvedimento sono:

  • Il finanziamento è un **prestito oneroso**, non un contributo a fondo perduto.

In conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, il titolare del Tesoro Giancarlo Giorgetti ha illustrato il provvedimento, spiegando che «era stato concepito prima della sentenza di Milano» e «prevede ulteriori 100 milioni a favore dell’amministrazione straordinaria di Ilva per completare il percorso di cessione delle attività».