La Ferrero sarebbe a un passo dal chiudere un accordo da circa 3 miliardi di dollari per l’acquisizione di WK Kellogg, storico produttore americano di cereali per la colazione. La notizia, riportata dal Wall Street Journal e confermata da fonti vicine al dossier, segnerebbe un’ulteriore tappa nella strategia di espansione globale del gruppo dolciario italiano, in particolare sul mercato statunitense.
WK Kellogg, nata due anni fa dallo scorporo della divisione cereali nordamericana di Kellogg in una società indipendente e quotata in Borsa, è il marchio dietro a prodotti iconici come Froot Loops, Frosted Flakes e Rice Krispies. La società ha attualmente una capitalizzazione di mercato di circa 1,5 miliardi di dollari e presenta un debito superiore ai 500 milioni. L’acquisizione da parte di Ferrero rappresenterebbe non solo un rafforzamento industriale ma anche un’unione simbolica tra due giganti storici dell’alimentazione.
Ferrero, fondata in Italia nel secondo dopoguerra, è oggi la terza azienda al mondo nel settore del cioccolato. Con un portafoglio di circa 35 marchi distribuiti in oltre 170 paesi, ha chiuso l’ultimo esercizio con un fatturato pari a 18,4 miliardi di euro (circa 21,5 miliardi di dollari), in crescita di quasi il 9% grazie soprattutto alla performance del mercato statunitense.
Negli ultimi anni, Ferrero ha mostrato una chiara strategia di espansione negli Stati Uniti, portando a termine acquisizioni come quella di Wells Enterprises (produttrice del gelato Blue Bunny) e, in precedenza, il business USA del cioccolato di Nestlé per 2,8 miliardi di dollari.
L’operazione WK Kellogg arriverebbe in un contesto in evoluzione per il mercato alimentare americano. Le abitudini di consumo stanno cambiando, con una crescente domanda di prodotti più sani e una maggiore attenzione ai prezzi. In questo scenario, le aziende sono costrette a rimodellare la propria offerta per mantenere competitività.
Ferrero, con questa nuova acquisizione, potrebbe rafforzare la propria posizione su più categorie merceologiche, entrando in modo deciso nel comparto dei cereali per la colazione, da sempre centrale nella dieta statunitense.
L’intesa, se finalizzata nei tempi previsti, rappresenterebbe un ulteriore tassello nella trasformazione globale del gruppo di Alba in multinazionale alimentare a tutto tondo, capace di confrontarsi con i principali player del settore a livello mondiale.
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