Il riconoscimento assegnato a Francesca Ferlaino come “Scienziata austriaca dell’anno” va ben oltre la celebrazione di una carriera individuale: racconta una storia europea di mobilità dei talenti, investimento nella ricerca di base e centralità della divulgazione scientifica come leva strategica per la società. Il premio, conferito dall’Associazione austriaca dei giornalisti scientifici e dell’educazione, arriva in un momento simbolico, l’Anno internazionale della scienza quantistica, e sottolinea il ruolo sempre più politico della conoscenza scientifica.
Fisica italiana, nata a Napoli e formata tra l’Università Federico II e l’Università di Firenze, figlia dell’ex presidente del Calcio Napoli Corrado Ferlaino, Francesca Ferlaino lavora dal 2006 all’Università di Innsbruck, dove dal 2014 è direttrice scientifica dell’Istituto di ottica quantistica e informazione quantistica. La sua traiettoria professionale è emblematica di come i sistemi universitari più competitivi riescano ad attrarre e valorizzare competenze ad altissimo contenuto tecnologico, trasformando la ricerca fondamentale in un asset strategico nazionale.
Secondo la giuria, il premio riconosce non solo l’eccellenza scientifica, ma anche la capacità di rendere accessibili temi complessi, come quelli legati alla fisica quantistica, a un pubblico più ampio. Un aspetto tutt’altro che secondario in una fase storica segnata da sfide globali – dalla transizione tecnologica alla sicurezza energetica – in cui la fiducia nella scienza diventa un fattore chiave per le decisioni pubbliche e per la competitività economica.
Il lavoro di Ferlaino si concentra sui fenomeni quantistici nei gas atomici portati a temperature estremamente basse, un ambito di frontiera della fisica contemporanea. Negli ultimi anni, la ricercatrice ha focalizzato l’attenzione su atomi fortemente magnetici come erbio e disprosio, fino a poco tempo fa scarsamente esplorati. Da questi studi è arrivato uno dei risultati più rilevanti della sua carriera: nel 2020, insieme al suo team, ha realizzato i primi stati supersolidi stabili in laboratorio, una forma di materia in cui coesistono ordine cristallino e superfluidità, aprendo nuove prospettive teoriche e applicative.
Ma il valore del riconoscimento è anche culturale e politico. “La scienza non è uno sforzo solitario, ma un bene comune”, ha sottolineato Ferlaino commentando il premio, ribadendo come la comunicazione scientifica sia essenziale per rendere la ricerca significativa per la società. Un messaggio che trova eco nelle parole di Heinz Faßmann, presidente dell’Accademia austriaca delle scienze, che ha evidenziato come comunicare la scienza in modo comprensibile sia fondamentale per rafforzare la fiducia pubblica nella ricerca.
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