Il mondo magico delle criptovalute sta perdendo il suo lustro, ormai pare chiaro. La fase di declino delle criptovalute, già avviatasi nel corso di quest’anno, ha trovato il suo culmine con il crollo di una delle più grandi piattaforme di exchange, FTX.
Conoscete già la storia?
Quello che è successo è che il più sponsorizzato pregio delle criptovalute, cioè la deregolamentazione, si è trasformato in uno dei principali punti di debolezza di questo sistema, dando luogo ad una tra le maggiori truffe della storia delle attività finanziarie.
Il proprietario di FTX, nota piattaforma di exchange – scambio delle criptovalute – era a capo anche di una società parallela, Almeda, una specie di Fondo comune che investiva in progetti di criptovalute, emettitrice di un “token”, ossia l’azione della piattaforma FTX. In seguito al collasso delle criptovalute di circa il 50% nella primavera di quest’anno, i progetti in cui aveva investito il Fondo hanno iniziato a causare ingenti perdite e Almeda non è stata più in grado di risarcire gli investitori.
Per provare a risolvere la questione, l’imprenditore Sam Bankman-Fried, ha pensato bene di prelevare i soldi da restituire agli investitori dalla piattaforma di exchange. Per esemplificare, è come se i depositari di una banca avessero perso tutti i loro soldi perché il proprietario della banca li distraeva a vantaggio di un Fondo che aveva già perso. Un buco da oltre 10 miliardi di dollari con più di un milione di persone derubate del proprio denaro che è stato possibile solo grazie – o a causa – alla completa assenza di regolamentazione del mondo delle criptovalute.
Effetto domino: la sfiducia
Tutto questo ha, ovviamente, scatenato un’ondata di sfiducia verso tutto il mondo delle criptovalute. Ma quali sono le principali debolezze di quello che fino a poco tempo fa sembrava un mondo dorato dalle grandi promesse di guadagno?
Innanzitutto le criptovalute non sono valute perché manca il presupposto della stabilità del potere di acquisto e soprattutto non esiste una Banca Centrale in grado di difendere questa stabilità attraverso le riserve di cui dispone. D’altra parte le criptovalute non sono nemmeno delle attività finanziarie, perché non sono collegate a delle aziende capaci di creare cassa e, quindi, dividendi.
E’ necessaria, quindi, maggiore regolamentazione. Nonostante le ultime dichiarazioni dei proprietari delle principali piattaforme di exchange sul mercato relativamente al presunto possesso di riserve tali da riuscire a finanziare i prelievi dei propri clienti, è probabile che la portata del fallimento di Ftx spingerà le autorità di regolamentazione ad agire. C’è da dire che è una strada che già si stava percorrendo, basti pensare che negli ultimi anni l’Unione europea ha lavorato a una nuova serie di leggi, note come Markets in crypto assets (MiCa), da applicare alle organizzazioni di criptovalute e progettate per proteggere i fondi dei consumatori e la stabilità finanziaria. Se venissero approvati (febbraio 2023), tali leggi impediranno alle società di criptovalute di utilizzare trucchi contabili che assottigliano il confine tra i propri fondi e quelli dei clienti, una pratica che, come abbiamo visto, ha giocato un ruolo significativo nel fallimento di Ftx.
Si tratta di una bolla destinata a scoppiare? Cosa succederà alle monete virtuali in futuro?
di Serena Lena
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