Statale Garganica lavori bando - lavori pubblici - appalti - soglie

Nel contesto di un’economia in trasformazione e con ingenti risorse pubbliche in gioco, come quelle connesse al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), torna alta l’attenzione sul fenomeno delle garanzie e polizze fideiussorie false o rilasciate da soggetti non autorizzati. A questo proposito, Anac, Banca d’Italia e Ivass hanno approvato una nuova comunicazione congiunta, aggiornata rispetto alla precedente del 28 maggio 2020, per fornire indicazioni operative alle Pubbliche Amministrazioni e ai beneficiari in merito ai controlli da effettuare sulle garanzie finanziarie.

Secondo i tre enti, il rischio per le PA di accettare garanzie contraffatte o emesse da operatori non autorizzati resta significativo. Le implicazioni di ciò, soprattutto in fase di appalto, sono gravi: possono compromettere l’esecuzione delle opere, generare danni economici e inficiare la regolarità delle gare.

La nuova comunicazione fornisce istruzioni dettagliate su come verificare l’autenticità delle garanzie e l’abilitazione dei soggetti emittenti. Viene ribadito che solo determinate categorie di operatori sono autorizzate a rilasciare fideiussioni nei confronti della PA: banche, intermediari finanziari ex art. 106 del TUB, confidi maggiori e imprese assicurative abilitate al ramo cauzione. Tutti questi soggetti devono essere regolarmente iscritti negli albi tenuti dalla Banca d’Italia o dall’IVASS.

Oltre a ciò, viene evidenziata l’importanza di non fidarsi dei recapiti presenti nelle documentazioni contrattuali presentate dal presunto garante: potrebbero essere falsi. Le PA e le imprese partecipanti a gare d’appalto devono invece verificare i dati presso i siti ufficiali di Banca d’Italia, IVASS ed EBA o EIOPA.

Per facilitare queste verifiche, la comunicazione include una tabella riepilogativa con riferimenti precisi per controllare la legittimità degli operatori, distinguendo tra soggetti italiani ed esteri. Inoltre, una serie di FAQ approfondite guida gli utenti attraverso i passaggi da seguire per ogni tipologia di garante, evidenziando anche i casi di soggetti non abilitati, come le società fiduciarie, le società di mutuo soccorso e i confidi minori.

Un altro tema centrale è quello della contraffazione, sempre più sofisticata. Per contrastarla, è fondamentale confrontare marchi, codici identificativi (ABI o IVASS), recapiti ufficiali e altri elementi distintivi presenti sui documenti con quelli disponibili sui portali ufficiali. In caso di dubbio, le PA possono contattare direttamente IVASS via PEC.

L’invito che arriva con forza da Anac, Banca d’Italia e IVASS è chiaro: nessuna garanzia deve essere accettata senza un controllo scrupoloso. L’obiettivo è salvaguardare le risorse pubbliche e assicurare la trasparenza e la correttezza nei contratti e negli appalti pubblici, specialmente in un periodo cruciale per la modernizzazione del Paese.


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