Il conflitto in corso nella Striscia di Gaza segna un nuovo punto drammatico con il bombardamento della Chiesa della Sacra Famiglia, unica parrocchia cattolica del territorio. Nell’attacco, che secondo fonti vicine al Patriarcato di Gerusalemme sarebbe stato giustificato da Israele come “un errore di tiro”, sono morte due persone e sei sono rimaste gravemente ferite, tra cui il parroco, padre Gabriel Romanelli, colpito in modo lieve a una gamba.
La premier Giorgia Meloni ha definito “inaccettabili gli attacchi contro la popolazione civile”, condannando quanto accaduto. Ma le sue parole arrivano dopo mesi di bombardamenti sistematici che hanno colpito scuole, ospedali, tende di sfollati e convogli umanitari. Solo nelle ultime ore, fonti palestinesi hanno riportato la morte di intere famiglie, tra cui sette membri della stessa casa a Jabalia, oltre a numerose vittime nei quartieri di al-Zeitoun, al-Bureij, al-Nuseirat e al-Nasr.
Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha attaccato duramente il governo israeliano e l’esecutivo italiano in Aula alla Camera. “Un errore tecnico, siamo spiacenti: questo non è un messaggio ferroviario, ma la giustificazione israeliana dopo aver ucciso sei bambini in fila per l’acqua”, ha dichiarato, definendo l’azione di Tel Aviv come “genocidio”.
Secondo Conte, “il governo di Israele ha perso l’umanità e il governo italiano ne è complice”, accusando Meloni, Salvini e Tajani di “indifferenza politica e morale”. L’ex premier ha chiesto lo stralcio immediato del memorandum d’intesa tra Italia e Israele, affermando che “chi importa armi da un governo che viola il diritto internazionale è corresponsabile”.
Conte ha anche preso posizione contro gli attacchi politici e mediatici alla relatrice Onu Francesca Albanese, da tempo impegnata nella denuncia delle violazioni umanitarie a Gaza: “Candidiamo Francesca Albanese al Nobel per la Pace”, ha dichiarato. E ha aggiunto: “Il silenzio del governo mentre si minacciano sanzioni contro funzionari Onu e giudici della Corte Penale Internazionale è indegno di una democrazia”.
L’escalation di violenze nella Striscia di Gaza prosegue, mentre cresce l’isolamento diplomatico di Israele su scala internazionale. L’Unione Europea appare ancora divisa e priva di un fronte compatto. E l’Italia, nonostante le dichiarazioni di principio, non ha finora adottato alcuna misura concreta contro Tel Aviv, né sul piano diplomatico né su quello commerciale o militare.
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