Il vetro di Murano, i merletti di Burano, il cammeo e il corallo di Torre del Greco inaugurano ufficialmente la nuova stagione delle Indicazioni Geografiche Protette per prodotti artigianali e industriali, le cosiddette IGP non‑agri. Sono le prime quattro eccellenze italiane a essere pubblicate sul Bollettino nazionale, aprendo un percorso che estende anche al settore manifatturiero un sistema di tutela finora riservato ai prodotti agroalimentari.
Per il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, si tratta di un passaggio storico. «Con queste prime quattro indicazioni geografiche si apre una nuova stagione per la tutela del Made in Italy», ha dichiarato, sottolineando come tali produzioni rappresentino non solo un patrimonio economico, ma anche culturale, profondamente radicato nei territori e nelle comunità che le tramandano.
Il nuovo quadro normativo deriva dal Regolamento UE 2023/2411, operativo in Italia dal 7 maggio grazie al decreto legislativo n. 51/2026. Per la prima volta, l’Unione europea riconosce ai prodotti artigianali e industriali un sistema di protezione analogo a quello delle DOP e IGP alimentari. La tutela si estende a comparti simbolo del Made in Italy: vetro artistico, gioielleria, tessuti, pizzi, porcellana, lavorazioni del cuoio, pietre naturali, posateria e strumenti musicali.
Secondo Urso, l’Italia è nella posizione ideale per guidare questo processo a livello europeo. «Il nostro Paese, per numero e qualità delle sue produzioni, può essere leader in Europa», ha affermato, ricordando che la protezione delle indicazioni geografiche rappresenta uno strumento decisivo contro la contraffazione e per il rafforzamento della presenza delle eccellenze italiane sui mercati internazionali. Una leadership confermata anche da un recente studio dell’EUIPO, che colloca l’Italia al primo posto in Europa per produzioni artigianali e industriali potenzialmente tutelabili: 92 denominazioni, davanti a Francia e Germania.
La procedura di riconoscimento delle nuove IGP non‑agri è affidata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso la Direzione generale per la Proprietà Industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. Dopo l’esame nazionale e il parere delle Regioni, decorrono 60 giorni per eventuali opposizioni. Solo al termine di questa fase le domande vengono trasmesse all’EUIPO, che effettua l’esame finale e procede alla registrazione europea.
L’avvio delle prime quattro registrazioni segna dunque un passaggio cruciale: per la prima volta, produzioni simbolo dell’artigianato italiano potranno contare su una tutela giuridica forte, riconosciuta in tutta l’Unione europea. Un passo che rafforza il legame tra territorio, tradizione e competitività internazionale, e che apre la strada a decine di altre eccellenze pronte a seguire lo stesso percorso.
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