Cassa depositi e prestiti

Unire strumenti finanziari, visione industriale e radicamento territoriale per sostenere la crescita in una fase segnata da rallentamento economico e incertezza internazionale. È questo il messaggio emerso dalla tappa napoletana del roadshow “Insieme per il futuro delle imprese”, promosso da Cassa Depositi e Prestiti e Confindustria, ospitato presso l’Unione Industriali di Napoli dopo l’avvio a Roma.

L’iniziativa punta a rafforzare il dialogo tra istituzioni finanziarie e sistema produttivo, con l’obiettivo di accorciare le distanze tra centro e territori e di rispondere alle sfide che le imprese, in particolare nel Mezzogiorno, stanno affrontando. Il quadro di riferimento è l’accordo siglato lo scorso settembre tra il presidente di Confindustria Emanuele Orsini e l’amministratore delegato di CDP Dario Scannapieco, che individua alcune direttrici strategiche di intervento.

Al centro dell’intesa vi sono lo sviluppo delle infrastrutture per la transizione energetica e l’economia circolare, il sostegno agli investimenti in innovazione e digitalizzazione, il rilancio del Mezzogiorno e il rafforzamento dell’autonomia strategica nazionale nelle filiere aerospaziale e della difesa. A questi obiettivi si affiancano il supporto all’imprenditoria giovanile e la riduzione dei divari territoriali, nella prospettiva di uno sviluppo più equilibrato.

Sul piano operativo, CDP e Confindustria lavoreranno alla definizione di nuovi strumenti di finanza alternativa e di accesso al credito, anche attraverso l’impiego combinato di risorse pubbliche, capitali privati e fondi comunitari. Tra le leve individuate figurano il potenziamento degli strumenti di equity, l’espansione del Private Equity e del Venture Capital, il rafforzamento del credito agevolato e del sistema nazionale di garanzia. Non manca l’attenzione a misure innovative, come soluzioni abitative a condizioni sostenibili per i lavoratori a basso reddito e con esigenze di mobilità.

Un capitolo centrale riguarda il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese campane e meridionali, con strumenti dedicati all’export e alla cooperazione internazionale, in particolare verso i mercati africani. L’obiettivo è rafforzare le filiere strategiche locali e nazionali, consolidando la presenza delle aziende italiane sui mercati esteri.

Nel corso dell’incontro, Angelo Camilli, vicepresidente di Confindustria per Credito, Finanza e Fisco, ha sottolineato come, in un contesto di crescita debole e spazi di finanza pubblica limitati, sia essenziale rendere strutturali gli strumenti di sostegno agli investimenti e al credito. In particolare, Camilli ha definito “molto positiva” la conferma per il 2026 delle regole rafforzate del Fondo di Garanzia per le PMI, evidenziando che un ritorno all’impianto ordinario avrebbe comportato un tetto di garanzia più basso e procedure più complesse.

Secondo Confindustria, il Fondo rappresenta oggi uno strumento essenziale in una fase di stretta regolamentare e di requisiti patrimoniali più stringenti per le banche, che tendono a comprimere l’offerta di credito alle imprese. Preoccupazione è stata espressa per l’eventuale introduzione di un premio aggiuntivo a carico degli istituti che utilizzano in modo intensivo il Fondo, misura che potrebbe, secondo gli industriali, produrre un effetto di spiazzamento sul credito.

Il presidente dell’Unione Industriali di Napoli, Costanzo Jannotti Pecci, ha definito strategica l’intesa tra CDP e sistema Confindustria, sottolineando l’impegno del Gruppo a destinare il 60% delle risorse investite nel triennio alle imprese, scelta che mira a salvaguardare e rafforzare il patrimonio produttivo nazionale. Particolare rilievo è stato attribuito al rilancio del Mezzogiorno, considerato un’area in crescita ma ancora bisognosa di politiche strutturali per consolidare il recupero del divario economico.


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