Invitalia resto al sud

Il Dipartimento per le Politiche di Coesione e per il Sud ha ufficializzato, con la circolare n. 37 del 23 settembre 2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 1° ottobre, la chiusura definitiva dello sportello per la presentazione delle domande relative alla misura “Resto al Sud”. A partire dal 15 ottobre 2025, infatti, non sarà più possibile presentare richieste di accesso all’incentivo.

La decisione arriva in applicazione dell’art. 2, comma 3, del decreto legislativo n. 123/1998, che stabilisce la chiusura automatica degli sportelli agevolativi in caso di esaurimento delle risorse finanziarie. In altre parole, le richieste già presentate saranno accolte solo nei limiti dei fondi ancora disponibili, mentre le successive non potranno essere prese in considerazione.

Una misura che ha segnato un’epoca

Introdotto dal decreto-legge n. 91/2017 per favorire l’imprenditorialità giovanile e la crescita economica del Mezzogiorno, “Resto al Sud” ha rappresentato uno degli strumenti più significativi delle politiche di coesione degli ultimi anni. Con un budget complessivo di oltre 1,2 miliardi di euro, finanziato in gran parte dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, il programma è stato gestito da Invitalia per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Grazie a questa misura, migliaia di giovani imprenditori under 46 hanno avuto accesso a contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, favorendo la nascita di nuove imprese in settori chiave come turismo, innovazione, cultura e servizi.

Il futuro: «Resto al Sud 2.0» e il nuovo incentivo «ACN»

La chiusura di “Resto al Sud” non rappresenta la fine delle politiche di sostegno al tessuto imprenditoriale meridionale. Contestualmente, infatti, dal 15 ottobre 2025 sarà operativo lo sportello per le domande relative a “Resto al Sud 2.0” e alla misura “ACN” (Attività per la Coesione Nazionale), introdotte con il decreto-legge n. 60/2024.

Queste nuove misure nascono per aggiornare e rafforzare il modello di sostegno all’imprenditorialità, adattandolo ai cambiamenti economici e sociali degli ultimi anni. L’obiettivo è duplice: favorire la continuità degli investimenti avviati con “Resto al Sud” e integrare nuovi strumenti più flessibili e innovativi per affrontare le sfide del prossimo decennio.

Una transizione cruciale per il Sud

La chiusura di uno sportello che ha fatto storia segna dunque l’inizio di una fase nuova. Se “Resto al Sud” ha avuto il merito di aprire opportunità concrete per i giovani imprenditori meridionali, la sfida dei prossimi mesi sarà verificare se le misure che subentrano sapranno mantenere la stessa efficacia, garantendo risorse adeguate e procedure snelle.

La vera posta in gioco, oggi come ieri, è la stessa: trasformare le politiche di coesione in crescita economica reale e duratura per il Mezzogiorno.


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