Secondo le stime preliminari per marzo 2025, l’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC) è aumentato dello 0,4% su base mensile e del 2,0% rispetto a marzo 2024, in accelerazione rispetto al +1,6% di febbraio. Questo rialzo è dovuto principalmente alla ripresa dei prezzi degli Energetici non regolamentati, che tornano in terreno positivo (da -1,9% a +1,3%), e all’aumento dei Tabacchi (da +4,1% a +4,6%) e degli Alimentari non lavorati (da +2,9% a +3,3%).
L’inflazione di fondo, ovvero l’indice che esclude le componenti più volatili come energetici e alimentari freschi, resta stabile all’1,7%, mentre l’indice al netto dei soli beni energetici registra una lieve accelerazione (da +1,7% a +1,8%).
Analizzando i comparti merceologici, la crescita dei prezzi dei beni si accentua (da +1,1% a +1,7%), mentre quella dei servizi rimane stabile al +2,4%. Ne consegue un ridimensionamento del differenziale inflazionistico tra servizi e beni, che scende a +0,7 punti percentuali (rispetto ai +1,3 punti di febbraio).
I Beni alimentari, per la cura della casa e della persona segnano un aumento annuo del 2,1%, mentre l’inflazione dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto si mantiene stabile all’1,9%. Sul fronte dei singoli prodotti, l’energia elettrica del mercato tutelato si conferma stabile (+21,6%), mentre il gas del mercato libero accelera (+7,5%, da -2,2%). Al contrario, i carburanti registrano un calo, con la benzina a -3,9% (da -1,2%) e il gasolio per trasporto a -6,0% (da -4,4%).
L’aumento congiunturale dell’indice generale è stato trainato dagli Energetici non regolamentati e dai Servizi relativi ai trasporti (+1,2%), dai Tabacchi e dai Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,5%), oltre che dai Servizi relativi alle comunicazioni (+0,3%). Tali incrementi sono stati solo in parte compensati dal calo dei prezzi degli Energetici regolamentati (-2,4%) e degli Alimentari non lavorati (-0,4%).
L’inflazione acquisita per il 2025 sale al +1,4% per l’indice generale e al +0,9% per la componente di fondo. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), che tiene conto delle variazioni stagionali dei saldi, cresce dell’1,6% su base mensile e del 2,1% su base annua (rispetto al +1,7% di febbraio).
In sintesi, il mese di marzo ha registrato un’accelerazione dell’inflazione, spinta dall’aumento dei prezzi degli Energetici e degli Alimentari non lavorati. La stabilità dell’inflazione di fondo indica che i rialzi sono legati principalmente a fattori esterni, piuttosto che a un incremento generalizzato dei prezzi. Tuttavia, il carrello della spesa continua a vedere una crescita dei prezzi del 2,1% annuo, segnalando un impatto diretto sulle famiglie.
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