Le entrate derivanti dai principali tributi comunali mostrano, nell’ultimo triennio, una situazione di sostanziale stabilità. Tuttavia, la capacità di riscossione dei Comuni italiani presenta forti criticità e profonde differenze territoriali, con un divario tra Nord e Sud che appare difficile da colmare, soprattutto per i crediti relativi ad anni precedenti. È quanto emerge dall’analisi della Corte dei Conti, presentata alla Commissione parlamentare sul Federalismo fiscale.
I dati dimostrano come le riscossioni del titolo I, ovvero quelle destinate alle spese correnti per il funzionamento dell’amministrazione, abbiano performance molto diverse a seconda dell’area geografica. I Comuni del Nord-Est raggiungono una percentuale di riscossione complessiva del 73%, seguiti dal Nord-Ovest con il 68%. Al contrario, nel Centro, nel Sud e nelle Isole il tasso di incasso si ferma sotto il 50%, evidenziando un significativo squilibrio territoriale.
Se si considera la capacità di incassare crediti di esercizi precedenti, il quadro si fa ancora più critico: nel Nord si recupera circa il 40% dei residui attivi, mentre nel Centro e nelle Isole la percentuale scende al 20% e nel Sud si ferma al 18%. Ciò dimostra come il tax gap tra tributi versati e tributi teoricamente dovuti sia ancora un problema strutturale.
Un segnale di allarme arriva anche dall’Imu e dalla Tari, due pilastri della fiscalità locale. Nel 2023 la capacità di riscossione dell’Imu è scesa dal 93% del 2022 all’87%, mentre per la Tari si registra un calo dell’1,7% rispetto all’anno precedente.
Secondo la Corte dei Conti, alla base di queste difficoltà ci sono due fattori principali: da un lato, la situazione economica dei contribuenti, che spesso non consente il regolare versamento dei tributi; dall’altro, una ridotta capacità di accertamento da parte degli enti locali, legata a carenze organizzative e strutturali.
L’analisi evidenzia quindi la necessità di un rafforzamento degli strumenti di accertamento e riscossione, affinché le amministrazioni comunali possano colmare il divario esistente e garantire un sistema fiscale locale più efficiente e sostenibile.
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