Istruzione scuola educazione - foto di banchi vuoti in una classe

L’istruzione è da sempre un tema capace di riscaldare gli animi all’interno del dibattito pubblico. Eppure, complice l’attualità segnata da notizie tragiche provenienti dai fronti esteri, temi fondamentali come istruzione, sicurezza e sanità sembrano essere passati in secondo piano.

Nel report Investing in Education 2025, la Commissione Europea afferma che “la spesa per l’istruzione è un investimento, non un costo”.

Possiamo suddividere il concetto generale di scuola in due dimensioni fondamentali: educazione e istruzione.

Educare significa far crescere persone, trasmettere valori, costruire cittadinanza, insegnare a gestire relazioni, difficoltà e scelte di vita. In altre parole, significa preparare i giovani al mondo che li attende al di fuori delle mura scolastiche e domestiche.

Istruire, invece, vuol dire trasmettere conoscenze, competenze e strumenti per orientarsi nella realtà contemporanea. Queste conoscenze devono essere tanto teoriche quanto pratiche, in un mondo che evolve a un ritmo sempre più rapido.

Alla luce di ciò, è difficile non concordare con quanto espresso dalla Commissione Europea: la scuola è il luogo in cui si educa, si forma e si costruisce cittadinanza, fornendo al contempo competenze teoriche e pratiche che facilitano l’ingresso nel mondo del lavoro.
Il mix perfetto per un Paese culturalmente sviluppato, ma anche competitivo e produttivo.

A che punto è l’istruzione in Italia?

Nonostante la sua importanza, l’Italia è ancora indietro rispetto ad altri Paesi europei.
Secondo l’ultimo rapporto Eurostat (2023), in rapporto alla spesa pubblica totale, il nostro Paese investe il 7,3%, contro una media europea del 9,6%.
In Germania la quota è del 9,2%, in Francia dell’8,8% e in Spagna del 9,3%.

Se si considera la spesa complessiva rispetto al PIL, la situazione non migliora: l’Italia si ferma al 3,9%, mentre la media europea è del 4,7%. In Francia è pari al 5%, in Spagna al 4,2% e in Germania al 4,5%. Solo Irlanda (2,8%) e Romania (3,4%) registrano valori inferiori.

Il 2020 rappresenta un’eccezione: l’Italia ha infatti aumentato la spesa per l’istruzione, passando dal 4,0% del 2019 al 4,3%, pur restando lontana dalla media europea di 4,9%. Negli anni successivi, tuttavia, il dato è tornato a calare fino al 3,9% del 2023, ultimo anno di cui si dispongono dati completi.

In conclusione, l’Italia resta ancora indietro rispetto ai partner europei. La riflessione del Governo — attuale e futuro — dovrà concentrarsi sulla riduzione di questo divario, tenendo a mente quanto ribadito dalla Commissione Europea: “la spesa per l’istruzione è un investimento, non un costo.”


Leggi le notizie di Piazza Borsa

Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social FacebookTwitterInstagram LinkedIn