L’Università degli Studi di Napoli Federico II torna protagonista in uno dei palcoscenici accademici più competitivi della finanza internazionale. Cinque studenti del Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche hanno conquistato la finale italiana della CFA Institute Research Challenge 2026, superando in finale il Politecnico di Milano e assicurandosi l’accesso alla fase europea (EMEA).

La squadra, composta da Antonio Galli, Antonio Rossi, Giuliano Giobbe, Leonardo Rucci e Francesco Scotto di Perrotolo, è stata guidata dal professor Giovanni Walter Puopolo. Il successo consolida una tradizione recente: una formazione federiciana aveva già trionfato nella finale italiana nel 2024, segno di una continuità metodologica e didattica che sta producendo risultati concreti in un contesto altamente selettivo.

La CFA Institute Research Challenge rappresenta una delle competizioni universitarie più prestigiose al mondo in ambito finanziario. Promossa dal CFA Institute, l’organizzazione globale che riunisce i professionisti della finanza e conferisce la certificazione CFA Charter, la competizione coinvolge ogni anno migliaia di studenti provenienti da oltre mille università. Si tratta di un banco di prova che simula in modo rigoroso il lavoro degli analisti finanziari all’interno di una banca d’investimento.

Nel corso della sfida, gli studenti sono chiamati ad analizzare una società quotata come se fossero professionisti del settore, redigendo un report completo e presentando le proprie conclusioni a una giuria di esperti. Nell’edizione 2026 l’azienda oggetto di studio è stata Technoprobe, leader nella progettazione e produzione di probe card utilizzate per il test dei semiconduttori. Un caso particolarmente complesso, che ha richiesto competenze tecniche, capacità di valutazione finanziaria e comprensione delle dinamiche di un settore strategico come quello dei chip.

La competizione si articola in tre fasi – nazionale, europea e mondiale – e valuta non solo le competenze analitiche e di valutazione, ma anche la qualità della scrittura finanziaria, il lavoro di squadra e le capacità di presentazione. La vittoria nella fase italiana, disputata a Milano presso la sede di PwC Italy in Piazza Tre Torri, assume un significato rilevante anche per il livello degli avversari. Ogni anno partecipano alcune delle principali università italiane, tra cui Università Bocconi, Sapienza Università di Roma, Università di Bologna e lo stesso Politecnico di Milano, storicamente tra gli atenei più performanti nella competizione.

Proprio il confronto diretto con il Politecnico di Milano rende il risultato ancora più significativo. L’ateneo milanese ha spesso dominato le fasi nazionali e raggiunto più volte le finali internazionali. Il successo della Federico II segnala dunque un rafforzamento della scuola economico-finanziaria napoletana, capace di competere ad armi pari con i principali poli accademici del Paese.

Ora la squadra partenopea si prepara alla fase europea (EMEA), in programma a fine marzo, con l’obiettivo di accedere alle finali mondiali previste a maggio a Hong Kong. In gioco non c’è soltanto un titolo accademico, ma anche la visibilità internazionale e l’opportunità di entrare in contatto con una rete globale di professionisti della finanza.

Il risultato ottenuto dagli studenti federiciani va letto anche in una prospettiva più ampia: la capacità delle università pubbliche italiane di produrre eccellenza competitiva a livello internazionale in settori ad alta specializzazione come l’analisi finanziaria e la valutazione d’impresa. In un contesto economico in cui competenze quantitative e capacità di interpretazione dei mercati sono sempre più centrali, il successo della Federico II rappresenta un segnale incoraggiante per il sistema accademico del Mezzogiorno e per la formazione dei futuri professionisti della finanza globale.


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