I siti aeronautici di Pomigliano d’Arco e Nola “restano strategici per il gruppo Leonardo”. Lo ha ribadito in una nota ufficiale la stessa azienda, in risposta alle indiscrezioni emerse sul futuro degli stabilimenti campani dopo l’avvio della nuova Divisione Aeronautica, lanciata nel marzo 2024 con l’obiettivo di consolidare la competitività nei settori civile e militare.
Leonardo ha sottolineato che la nuova articolazione organizzativa porterà a un rafforzamento del portafoglio prodotti, oltre che a una gestione più integrata delle partnership strategiche internazionali, con l’ambizione di creare un player globale nel settore delle aerostrutture, comparto nel quale rientrano pienamente i due impianti campani. L’azienda ha inoltre garantito che, come di consueto, continuerà il confronto con le organizzazioni sindacali in una logica di dialettica costruttiva.
Tuttavia, proprio i sindacati hanno deciso di alzare il livello di mobilitazione: nella mattinata di mercoledì, i lavoratori dello stabilimento Leonardo di Pomigliano hanno tenuto una assemblea spontanea che si è conclusa con l’abbandono collettivo dei reparti e l’occupazione del piazzale antistante i cancelli. Due ore di sciopero per ogni turno sono state proclamate unitariamente da Fim, Fiom, Uilm e Fismic.
A preoccupare i lavoratori sono alcune ispezioni recenti nei capannoni da parte di tecnici esterni, che secondo la Fiom-Cgil sarebbero riconducibili alla futura presenza dell’azienda MBDA, colosso europeo della difesa. I sindacati riferiscono che alcuni spazi produttivi saranno sgomberati proprio per accogliere questa realtà industriale, alimentando timori su un possibile ridimensionamento dello stabilimento di Pomigliano.
Inoltre, la Fiom ha reso noto che un numero non ancora definito di lavoratori e linee produttive sarà trasferito da Pomigliano al sito di Nola, che potrebbe quindi assorbire una parte delle attività attualmente svolte nella storica fabbrica aeronautica del napoletano. Un riassetto interno che solleva forti interrogativi sul futuro occupazionale e sull’assetto industriale del polo.
Le rappresentanze sindacali unitarie hanno chiesto chiarimenti urgenti all’azienda, sottolineando che la mancanza di informazioni ufficiali rischia di minare la fiducia e di aggravare le tensioni. Le prossime settimane saranno cruciali per comprendere l’impatto reale del piano di riorganizzazione, e per verificare se le rassicurazioni aziendali saranno accompagnate da garanzie concrete su livelli occupazionali, investimenti e prospettive di sviluppo.
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